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il caso a magliano in toscana 

Minacce al sindaco: «Se parli del rave ti ammazziamo»

Tommaso Silvi
Minacce al sindaco: «Se parli del rave ti ammazziamo»

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Tommaso Silvi

MAGLIANO IN TOSCANA. Ieri mattina si trovava a Grosseto per alcuni impegni personali. Il suo telefono ha squillato. Dall’altra parte, la dipendente che si occupa di smistare la posta che arriva in municipio. «Sindaco, deve andare subito ai carabinieri. È arrivata una lettera per lei. Deve leggerla». Il messaggio è chiaro. «Smetti di parlare del rave o muori». Firmato: Brigate Rosse.

È iniziata così la giornata di Diego Cinelli, primo cittadino della Lega di Magliano in Toscana. È stato uno dei sindaci che hanno lamentato i disagi dovuti alle migliaia di persone partecipanti al rave di Valentano, nella campagna viterbese al confine con la provincia di Grosseto, andato avanti dal 13 al 19 agosto scorsi. «Bastardo fascista/leghista smetti di parlare del rave party altrimenti muori!» . Poche righe e una minaccia messa nero su bianco. Cinelli aveva lanciato l’allarme per la massiccia presenza di “ravers” sul territorio di Magliano in Toscana dopo lo sgombero dell’area del Viterbese in cui si era tenuta la festa abusiva che aveva attirato migliaia di persone provenienti da tutta Europa.

Una presenza che stava creando più di un problema ai cittadini residenti e ai turisti nel pieno della stagione estiva. «Non ho paura, ma sto vivendo un frangente di smarrimento. Non riesco a capire chi abbia potuto fare una cosa del genere. Lo scherzo di qualche oppositore locale? Mi auguro proprio di no – dice il sindaco di Magliano – perché sarebbe un gesto di cattivissimo gusto».

Cinelli ha sporto denuncia contro ignoti ed è stato contattato dalla Digos e dalla prefetta, Paola Berardino. «Vivo con i miei genitori – prosegue il sindaco minacciato – e loro inizialmente hanno riso su quanto accaduto. Poi, però, inevitabilmente è subentrata un po’ di preoccupazione. Le forze dell’ordine mi hanno confermato che è praticamente impossibile risalire al luogo da cui è stata spedita la lettera. Ci sono indagini in corso».

Sull’episodio è arrivata la comunicazione della Lega, che esprime solidarietà a Cinelli. A cominciare dal leader del partito, Matteo Salvini: «Cinelli ha criticato il famigerato rave nel Viterbese e ha ricevuto minacce di morte. È l’ennesimo episodio di una vicenda gravissima e su cui continua il silenzio, imbarazzato e imbarazzante, del Viminale», ha commentato Salvini. Dal mondo del Carroccio arrivano anche le dichiarazioni del commissario della Lega Toscana, Mario Lolini, e il commissario provinciale, Andrea Ulmi.

«Siamo vicini al sindaco di Magliano. Evidentemente le sue parole – dicono Lolini e Ulmi – unite alla sua appartenenza politica disturbano chi non è abituato alla legalità e alla democrazia».

Solidarietà espressa anche da Fratelli d’Italia, attraverso il coordinatore regionale Fabrizio Rossi, che parla di «grave atto intimidatorio, da parte di scellerati e delinquenti che si firmano Brigate Rosse. Anche noi abbiamo condannato duramente quel rave party illegale. Spero che le nostre forze di polizia – conclude Rossi – riescano a risalire agli autori di questo vile gesto».

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