Attenzione
La maltratta e le spacca il naso Condannato a 2 anni e un mese
massa marittima. Lui è stato condannato a due anni e un mese per aver maltrattato lei, picchiandola anche violentemente, come l’ultima volta in un ristorante di Follonica (agosto 2018) quando le era stata riscontrata la frattura del naso. Lei è stata condannata a sei mesi e 15 giorni per aver aggredito i carabinieri che erano andati prima al ristorante e poi (qui la resistenza a pubblico ufficiale e l’aggressione - 7 i giorni di guarigione) al pronto soccorso di Follonica. Storia personale e giudiziaria singolare per una coppia che abita nella zona di Massa Marittima e che è finita sotto processo davanti al giudice Marco Bilisari.
Lei, poco meno che cinquantenne, in aula ha cercato (come spesso aveva fatto anche in passato) di sminuire le contestazioni e di coprire quanto avvenuto. Ma le testimonianze delle persone che avevano assistito ai litigi e dei carabinieri che erano intervenuti più volte proprio per sedare gli animi hanno convinto il giudice delle responsabilità dell’uomo, anche se lei aveva offerto alle forze dell’ordine «come spiegazione delle lesioni visibili palesemente le più fantasiose versioni», come scrive nelle motivazioni adesso depositate.
C’è in particolare un episodio che ha colpito il magistrato ed è quello avvenuto nell’agosto 2018 in un ristorante: quando la pattuglia dei carabinieri era entrata, aveva trovato entrambi gli imputati che infastidivano i clienti, con la donna che sanguinava copiosamente dalla bocca. Quanto successo poco prima era stato accertato grazie alle telecamere di videosorveglianza: si vedeva lui che aveva colpito lei «e la donna vola, perché questo è il termine esatto, vola per aria e cade a terra, si rialza, si riavvicina e viene colpita un’altra volta», come ha ricostruito il militare che aveva visionato le immagini.
E poi i numerosi episodi precedenti, anche quando i carabinieri erano stati chiamati dai vicini di casa che sentivano forti rumori, urla, grida di donna che chiamava aiuto. C’è anche chi aveva visto lui sferrare un calcio a lei in mezzo alla strada. Maltrattamenti avvenuti quando lui era sotto l’effetto di sostanze alcoliche. E tanto altro ancora. Il tutto va letto nella particolare condizione di disagio sociale in cui vive la coppia, nota il giudice, che quindi ha concesso l’equivalenza tra le attenuanti generiche e le aggravanti.
Il giudice ha in sostanza rispettato le richieste di condanna dell’accusa. I difensori Diletta Fivizzani e Francesca Carnicelli avevano sollecitato l’assoluzione dei propri assistiti.
P.S.
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