Il dolore
Società pronte a restare ferme «Sarebbe poco sicuro»
GROSSETO. «Siamo disposti a star fermi un altro anno, se non cambiano i regolamenti». La reazione di gran parte dei presidenti delle squadre di calcio a 11 Uisp è stata dura dopo l’arrivo dell’email che comunicava la possibilità di scendere in campo senza Green pass, né tamponi.
«Questa nuova comunicazione – ammette Vincenzo Cannizzaro dello Scarlino – ci ha spiazzati. La nostra società si è data delle previste regole, senza guardare nessuno in faccia: gioca o viene tesserato come dirigente o tecnico solo chi ha il Green pass per essersi vaccinato».
«Lo Scarlino – prosegue Cannizzaro – inizia la preparazione lunedì prossimo, ma la squadra è stata avvertita da tempo di questa obbligatorietà e per il momento non ci sono state eccezioni. Sono contrario alle nuove disposizioni della Uisp, in questa maniera non ha avuto senso interrompere lo scorso campionato per la pandemia. Perché nel comitato provinciale di Pescara hanno fatto un regolamento interno e non si può fare a Grosseto? Ripeto siamo disposti a star fermi».
«Mi chiedo – aggiunge il dirigente scarlinese – chi mi tutela? Io per lavoro mi sono dovuto vaccinare e chi mi dice che negli avversari ci siano non vaccinati? La Uisp deve prendere una posizione, tutelarsi nel caso sorgano dei problemi. Io non sto alle regole. Se vogliono andare avanti con il nuovo protocollo si accontenteranno dei non vaccinati».
Irremovibile anche la posizione del massimo dirigente dell’Alberese, Massimo Della Fazia: «Ad Alberese giocatori e dirigenti sono tutti vaccinati e hanno il Green pass. Due giocatori non vaccinati hanno capito la situazione e per quest’anno rimangono fermi». Della Fazia chiede al presidente della Uisp Sergio Perugini e a Francesco Luzzetti «una riunione da convocare velocemente per venire incontro alle esigenze di tutti, per proporre delle idee. Se si presenta un problema, su chi ricade la responsabilità? Certamente non deve ricadere sulle società. Il problema non è tanto nostro, visto che abbiamo tutti il certificato verde, ma di chi ci sta vicino, che può essere fragile o anziano».
«Io mi ero trovato d’accordo con la prima comunicazione di Luzzetti – sottolinea Gianni Dani, vicepresidente del Senzuno – Quella di ieri ribalta tutto. Noi abbiamo un dirigente e un giocatore non vaccinati che si sono chiamati fuori. Personalmente non avrei problemi ad accoglierli nella squadra, considerando che il dirigente è anche un tesserato Figc, e per loro va bene, ma preferirei avere tutti tesserati con il Green pass, dopo aver avuto un incontro chiarificatore con la Uisp».
«Non dovendo presentare nulla come preventivato – tuona il presidente del Ribolla, Stefano Ciani – mi sembra poco rispettoso per chi ha fatto il vaccino ed è in possesso di Green pass. Come si fa a sapere se incontro altre squadre con nessun positivo? In questo modo è veramente poco sicuro andare su e giù per la provincia. La mia squadra si riserva si iscriversi. Devo solo sentire i ragazzi». M.C.
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