Il Tirreno

Grosseto

Il sindaco non risponde alle interrogazioni «Intervenga il prefetto»

Il sindaco non risponde alle interrogazioni «Intervenga il prefetto»

SUI 30 MILIONI NON RICHIESTI CON I BANDI 

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grosseto. A un mese dallo scioglimento del consiglio comunale ci sono ormai poche speranze che dall’amministrazione di Antonfrancesco Vivarelli Colonna arrivino le risposte alle interrogazioni presentate nei mesi scorsi dal capogruppo di Mascagni sindaco Carlo De Martis, oggi candidato con Grosseto Città aperta a sostegno di Leonardo Culicchi (centrosinistra). Per questo De Martis ha inviato una segnalazione alla prefetta.

«Da mesi giacciono nel cassetto del sindaco e dei suoi assessori ai Lavori pubblici e all’Urbanistica una serie di interrogazioni presentate dal sottoscritto – dice De Martis – per fare luce su questioni di grande importanza, quali il mancato utilizzo di tutte le risorse stanziate dallo Stato per la rigenerazione urbana, che ci ha fatto perdere la possibilità di attuare progetti per ben 30 milioni di euro, e gli interventi per la viabilità da realizzare al sottopasso di Barbanella e tra viale Cimabue e via Orcagna».

De Martis precisa che «nonostante reiterate sollecitazioni» è «ormai decorso il termine di 30 giorni stabilito dalla legge e dalle regole comunali» perché sindaco e assessore rispondano. «Una situazione di assoluta gravità – aggiunge – che ha reso necessario il coinvolgimento del prefetto, affinché garantisca che sindaco e assessori rispettino la legge, consentano ai consiglieri comunali di svolgere la loro funzione di controllo sull’azione amministrativa e, soprattutto, agiscano con trasparenza nei confronti dei cittadini».

I quesiti: «Perché sindaco e assessore all’urbanistica non chiariscono il motivo per il quale hanno presentato un solo progetto per il Programma nazionale per la qualità dell’abitare (il cosiddetto Pinqua), anziché i tre previsti, che avrebbe consentito alla nostra città di realizzare interventi di rigenerazione urbana per altri 30 milioni di euro? Sarebbe stato possibile acquisire il Marraccini e restituirlo a nuova vita, oppure riqualificare l’area di via Roma, oppure ancora intervenire sulle frazioni, solo per dirne alcune. Tutte occasioni sfumate».

Altre interrogazioni riguardano due restringimenti di carreggiata per edifici pericolanti, al sottopasso di Barbanella e in via Cimabue. Qui, dice De Martis, «non solo da due anni gli abitanti e le imprese della zona sono costretti a fare i conti con una viabilità interrotta, ma soprattutto ci sono famiglie che non hanno più la loro casa e avrebbero diritto, nell’assenza di una soluzione immediata, almeno a una risposta dalle istituzioni».

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