Sicurezza
Scampanellate e aggressione In carcere per stalking
Grosseto. Vivere con lui che abita nell’appartamento a pochi metri di distanza era diventato un inferno.
I dispetti e le offese si sono susseguiti nei mesi in un’escalation culminata con un’aggressione, poche settimane fa.
E questa è stata goccia che ha fatto traboccare il vaso: in altre parole, l’uomo è stato portato in carcere, con l’ipotesi di stalking.
I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Sergio Compagnucci su richiesta della Procura. L’uomo, 62 anni, già conosciuto alle forze dell’ordine e agli uffici giudiziari, sarebbe responsabile di una lunga serie di molestie ai danni di due vicini di casa, in particolare. Scampanellate e colpi alla porta, a tutte le ore del giorno, ma anche offese pesanti nei confronti della vicina, come anche del marito, quasi delle minacce, ed episodi di cui erano state testimoni, se non proprio direttamente coinvolte, anche altre persone, le cui dichiarazioni sono andate a completare il fascicolo. Le accuse sono circostanziate, le frasi offensive sono state elencate nel capo di imputazione. Frasi anche apparentemente senza senso.
Il 18 agosto il clou, con l’aggressione della donna, finita al pronto soccorso e giudicata guaribile in sette giorni. Ma la vicenda era iniziata ben prima, forse – come raccontato dalla stessa famiglia – proprio da quel giorno di poco precedente al Natale 2019, quando l’uomo era stato trovato a terra all’interno del condominio, semisvenuto, comunque in condizioni di salute precarie: la famiglia si era preoccupata, si era messa a disposizione per chiamare aiuto. Chiuso quell’episodio, evidentemente interpretato differentemente dall’uomo, era iniziato l’inferno, fatto di scampanellate ma anche di parole irriferibili nei confronti della donna, con riferimenti all’attività lavorativa svolta, secondo gli accertamenti della polizia giudiziaria; e a nulla erano valse le ripetute richieste di intervento fatte alle forze dell’ordine, che più volte si erano recate in quell’abitazione non distante dalla zona dello stadio di Grosseto. Sì, magari per qualche giorno la situazione tornava normale ma poi ricominciava tutto da capo.
In moltissime occasioni, se non in tutte, l’uomo era stato trovato in stato di ebbrezza. Gli episodi si erano susseguiti anche nel corso del 2020 e così anche nel 2021. E sono continuati fino a poche settimane fa, fino appunto alle lesioni causate alla donna.
In questi anni, ci sono stati anche procedimenti giudiziari, ad esempio uno di fronte al giudice di pace e uno di fronte al Tribunale, che hanno visto l’uomo imputato. Situazione incandescente, insomma, che purtroppo non ha mai accennato ad attenuarsi.
Il giudice ha rilevato che lo stato di ubriachezza frequente ha verosimilmente moltiplicato il numero degli episodi e che potrebbe anche essere causa di gesti similari successivi, che devono quindi essere impediti. Ha ritenuto poi impossibile stabilire per il 62enne una misura cautelare come gli arresti domiciliari, proprio perché la condizione di vicinato, a pochissima distanza dalle persone offese renderebbe inefficace un provvedimento del genere: non ci sarebbe la garanzia che gli arresti sarebbero rispettati, non si può fare affidamento sull’autocontrollo. E ha così deciso per il carcere, con la misura che è stata eseguita ieri.
Nei prossimi giorni, l’uomo sarà portato davanti al giudice.
P.S.
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