Gioco
Autenticazione della firma esclusa aspirante consigliera
Un errore formale per “Viva Castiglione” di Cesario, ne fanno le spese in tre Ceccherini: «È stata una svista in perfetta buona fede, faremo ricorso al Tar»
Enrico Giovannelli
CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Potrebbe costare caro un errore di forma alla lista “Viva Castiglione” di Alfredo Cesario: nell’autenticazione di una firma su un modulo prestampato, e con già scritta la città di Castiglione della Pescaia e non invece quella di Grosseto, dove chi ha autenticato poteva invece farlo, è stata esclusa una candidata.
«È stato un errore formale avvenuto in evidente buona fede e chiaramente per una svista in un procedimento cervellotico sul piano della burocrazia – ha scritto in una nota Bruno Ceccherini, coordinatore della campagna elettorale della coalizione di centrodestra – che a caduta ha creato ripercussioni sull’intera lista Viva Castiglione. Per questo motivo abbiamo deciso, unitamente, di presentare ricorso a Tar». Un disguido francamente risibile, che poteva essere tranquillamente risolto, visto che di solito vengono concesse 24 ore per perfezionare le trascrizioni, ma che in questo caso la commissione esaminatrice non ha accettato, escludendo al momento dalla lista la candidata Laura Bianchini. Il problema si è allargato quando per mantenere la parità di genere, oltre alla Bianchini a questo punto dovevano essere esclusi anche due candidati “maschi”. In un primo momento la soluzione prevedeva il depennamento degli ultimi due della lista, Edoardo Mazzini e Sebastiano Renzetti, ma riunioni frenetiche hanno portato ad una soluzione condivisa. «Il problema ha riguardato l’autentica dell’accettazione della candidatura di Laura Bianchini, avendo usato il modulo prestampato, per un difetto di giurisdizione che, a nostro giudizio, sarebbe stato sanabile. Non sono bastate alla Commissione le dichiarazioni di chi ha effettuato l’autenticazione e di un altro candidato presente, accompagnati dall’avvocato Roberto Baccheschi, a testimoniare che la firma era in realtà avvenuta in maniera conforme. Un vizio formale su una candidatura a nostro giudizio – hanno spiegato i segretari della coalizione – che lede il diritto dei due uomini esclusi per la parità di genere, in quanto i documenti da loro forniti erano perfettamente in regola e anche questo sarà oggetto del ricorso al Tar».
A essere esclusi, per il momento, sono stati Roberto Andreini e Sebastiano Renzetti. Ma la partita ovviamente non è finita, anzi. «Ad oggi e in attesa della pronuncia del Tar correremo con nove candidati anziché dodici – conferma Ceccherini – questo vuol dire che in caso di vittoria resterebbe fuori dal consiglio un solo candidato. Per consentire la partecipazione di Edoardo Mazzini, candidato richiesto all’unanimità da tutti gli altri, Roberto Andreini ha deciso di fare un passo indietro (a cui si è aggiunto appunto Sebastiano Renzetti, ndc). Un gesto di altruismo che ha ottenuto il plauso di Alfredo Cesario e di tutta quanta la coalizione».
La vicenda in un primo momento ha rimandato alla memoria quanto successe dieci anni fa, sempre alla coalizione di centrodestra: la lista con candidata sindaca Sandra Mainetti fu addirittura esclusa in toto, e a nulla valsero i tanti ricorsi intentati al Tar, che spianarono la strada alla prima giunta guidata da Giancarlo Farnetani. Ora tocca dunque agli avvocati.
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