Il Tirreno

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isola del giglio 

Rete di 500 metri rimossa dai fondali grazie a Marevivo

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isola del giglio. Una rete lunga 500 metri è stata rimossa dai fondali dell’isola del Giglio e sono state messe in salvo le gorgonie. L’operazione è stata portata a termine dalla divisione subacquea di Marevivo con il supporto di Banor (uno tra i più grandi poli indipendenti d’intermediazione mobiliare). Le attrezzature da pesca abbandonate sono i rifiuti maggiormente rinvenuti nei mari e rappresentano una delle più serie minacce alla biodiversità marina.

All’operazione ha contribuito anche la guardia costiera-corpo delle Capitanerie di Porto di Porto Santo Stefano e Isola del Giglio, coadiuvata dai biologi marini di Marevivo che hanno assistito alle operazioni e fatto un’attività di analisi dello stato della rete che era adagiata su un fondale. Una volta abbandonate, le attrezzature da pesca diventano vere e proprie trappole che occupano i fondali o che, trascinate dalle correnti, continuano a imprigionare e a pescare mettendo in pericolo la fauna e la flora marina, con il risultato che ogni anno circa 100mila mammiferi marini e un milione di uccelli marini muoiono intrappolati nelle reti da pesca o ingerendone dei filamenti.

«Questo recupero – ha detto Rosalba Giugni, presidente di Marevivo – rappresenta un grande lavoro. Grazie alle indicazioni di un centro immersioni è stata segnalata la rete di 500 metri in una zona vicina a una già tristemente coinvolta dal naufragio della nave Costa Concordia e abbiamo deciso di intervenire». «L’intervento della squadra operativa di Marevivo – ha spiegato Massimiliano Falleri, responsabile della divisione subacquea di Marevivo – si è reso necessario per la caratteristica della secca, a iniziare dalla sua profondità piuttosto impegnativa (dai 35 agli 80 metri) e dalla lunghezza della rete stessa. I biologi hanno eseguito un’accurata analisi preliminare di alcuni video per valutare gli organismi presenti. Sono state trovate diverse gorgonie che avrebbero potuto essere danneggiate dalla rete. In particolare, le gorgonie bianche che avevano iniziato a colonizzare la rete sono state liberate. In prossimità della rete abbiamo riscontrato la presenza di specie protette come il riccio diadema».

«La tutela dell’ambiente e l’attenzione verso i temi della sostenibilità – ha dichiarato Giacomo Mergoni, di Banor Cap – sono una priorità».

«Ringrazio Marevivo per questa preziosa operazione a salvaguardia del mare del Giglio – ha commentato il sindaco Sergio Ortelli – Il mare è per noi una risorsa fondamentale che va preservata e tutelata». Presenti il sindaco e l’assessore Walter Rossi, l’associazione Underwater Pro Tour isola del Giglio, International Diving – Giglio e Maregiglio.

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