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No-vax, l’Asl sospende sei dipendenti ma in arrivo ci sono altre segnalazioni
Si è riunita per la prima volta ieri la commissione incaricata di valutare le singole posizioni di chi non si è vaccinato
Lina Senserini
Grosseto. Sono arrivate ieri pomeriggio le prime sei sospensioni dal servizio senza stipendio, per altrettanti dipendenti della Asl Toscana sudest che ancora non risultano vaccinati contro il Covid, né prenotati per avviare il percorso di immunizzazione.
Si tratta di tre operatori sanitari che lavorano ad Arezzo e di due in forza a Grosseto (per uno non è stata resa nota la provincia di appartenenza), segnalati all’azienda dal dipartimento di prevenzione, che come quelli delle altre Asl, ha avuto dalla Regione Toscana il compito di svolgere le verifiche sul personale sanitario delle strutture pubbliche e private, al termine delle quali comunicare ai datori di lavoro l’eventuale presenza di dipendenti non vaccinati.
Per cinque di loro, dunque, provvedimenti sono stati formalizzati con altrettante delibere del direttore generale dell’Asl Toscana sudest Antonio D’Urso, pubblicate nel tardo pomeriggio di ieri all’albo pretorio. Come prevede il decreto legge 44/2021 – convertito nella legge 76/2021 – la sospensione è valida fino al 31 dicembre o comunque finché non viene preso l’appuntamento per la vaccinazione o non viene presentata la documentazione che dimostri l’impossibilità a vaccinarsi per ragioni di salute.
Ieri, dunque, si è riunita per la prima volta la commissione aziendale costituita nei giorni scorsi per la valutazione dei casi segnalati, con l’obiettivo di prendere i provvedimenti adeguati per ogni diversa situazione, compreso lo spostamento ad altre mansioni quando possibile.
E si prevede che nei prossimi giorni dovrà riunirsi ancora, dato che stanno arrivando altre segnalazioni. Del resto sono 220 in totale i dipendenti della Asl sudest, nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo, che a oggi risultano non vaccinati e non prenotati.
Il numero è inferiore a quello comunicato nei giorni scorsi e in continuo divenire, dato che nel frattempo chi risulta non vaccinato può aver prenotato la prima dose o presentato la documentazione medica. E in questi casi il suo nome viene depennato dalla lista che viene inviata al datore di lavoro.
Intanto la posta elettronica certificata che comunica la sospensione è stata inviata anche agli ordini professionali di appartenenza degli operatori oggetto del provvedimento. Una è arrivata ieri pomeriggio all’ordine dei medici di Grosseto, su un caso ancora in corso di valutazione, cinque all’ordine delle professioni infermieristiche «che riguardano la totalità degli iscritti, circa 1. 720, e non solo i dipendenti dell’azienda sanitaria», precisa il presidente Nicola Draoli.
«Non sappiamo ancora – aggiunge Draoli – quanti sono gli infermieri totali inadempienti, ma abbiamo già convocato un consiglio straordinario per la settimana prossima, per applicare la legge e comunicare, quindi, la sospensione agli interessati. Ci riserviamo, nei prossimi giorni – conclude il presidente Draoli di fare una analisi più completa della situazione».
Sulla stessa posizione c’è Paola Pasqualini, presidente dell’ordine dei medici di Grosseto, che ieri sera ha riunito il consiglio proprio per valutare come procedere in questi casi e definire un approccio condiviso.
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