Il dolore
Reddito di cittadinanza e operatori del turismo Polemica pre elettorale
Vivarelli Colonna si complimenta con i datori e attacca la misura «che mette a rischio il mercato del lavoro»
grosseto. Continua a far discutere una dichiarazione del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, candidato per una riconferma alla guida della città, sul reddito di cittadinanza. Dopo le parole del sindaco sono intervenuti: Giacomo Gori del Movimento Cinque Stelle, candidato al consiglio comunale per la coalizione che sostiene il candidato a sindaco del centrosinistra Leonardo Culicchi; Stefano Mugnai, deputato di Coraggio Italia; e Matteo Di Fiore, candidato sindaco di Potere al popolo.
Tutto inizia con un ringraziamento di Vivarelli Colonna agli operatori turistici grossetani, che in particolare durante questa stagione estiva – secondo il sindaco – stanno dando il massimo per «consolidare il più possibile la ripresa socioeconomica dopo la grande emergenza pandemica» da coronavirus; Vivarelli aggiunge: «E questo nonostante le difficoltà e il ricorso senza controlli al reddito di cittadinanza che, così come attivato dal Movimento Cinque Stelle, vale a dire senza un reale sistema di monitoraggio su chi lo percepisce e su che uso ne fa, si presenta come uno strumento che mette a serio rischio il mercato del lavoro».
Immediata la replica di Gori: «Il sindaco Vivarelli Colonna ha perso un’altra buona occasione – dice il candidato al consiglio comunale per il M5s – per lavorare lontano dai riflettori»; «Sono un piccolo imprenditore – aggiunge Gori – So cosa significa stare nel mondo del lavoro. Il reddito di cittadinanza viene attaccato dal sindaco perché strumento promosso, in Italia, dal Movimento Cinque stelle. È una battaglia ideologica, senza senso. Certo, tutto è migliorabile. Ma dire che il reddito di cittadinanza sia disastroso per l’economia è sbagliato. Così come sbagliato è fare il parallelo tra questo strumento e il lavoro delle imprese. Anche in Maremma – spiega Gori – molte famiglie possono permettersi di fare la spesa, di vestirsi e avere una vita dignitosa grazie al reddito di cittadinanza. Noi stiamo dalla parte degli ultimi».
Poi l’affondo: «Gli operatori turistici locali che Vivarelli Colonna ringrazia e cerca di ingraziarsi con la classica carezza elettorale – sottolinea Gori – non hanno svolto un’opera meritoria per merito del Comune, ma nonostante il Comune. Nonostante una giunta che ha pensato solo (e male) all’ordinario e mancato molte delle promesse elettorali del 2016. Una giunta più impegnata sui social che sul lavoro quotidiano. Che Vivarelli Colonna sia preoccupato da un M5s stelle al governo locale – conclude – non ci stupisce: finirebbe per avere i riflettori puntati su di sé».
Nel dibattito entra anche Stefano Mugnai «II reddito di cittadinanza è figlio del governo Conte e dell’assistenzialismo tipico dei Cinque stelle. Misura sbagliata, lo dimostrano i numeri.
Per il Rdc vengono spesi circa nove miliardi di euro all’anno che servirebbero per sostegni anti-povertà e sussidi complementare all’attività lavorativa. Considerando che lo percepiscono molte persone che non ne hanno diritto e che non raggiunge l’80 per cento dei poveri relativi, qual è il senso di tenerlo in vita? Le persone in difficoltà devono essere aiutate ma con serie prospettive di inserimento lavorativo». Ed ecco la risposta a Vivarelli Colonna di Matteo Di Fiore: «Non è il reddito di cittadinanza a compiere disastri, lo sono piuttosto le politiche che negli ultimi anni hanno demolito ogni diritto dei lavoratori: dal governo Monti, passando per il Pd, arrivando al governo gialloverde e Draghi dove con lo sblocco dei licenziamenti migliaia di famiglie hanno perso l’unica fonte di reddito. Rispediamo al mittente la vergognosa propaganda fatta sulla pelle dei più deboli».
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