Italia
Dona 50mila euro a un’associazione per ricordare sua figlia morta
Massimo Caputi ha scelto di aiutare la onlus Oltre lo sguardo sorta per aiutare i ragazzi disabili a costruirsi un futuro
Ivana Agostini
ORBETELLO. Dona 50mila euro a un’associazione disabili per omaggiare la memoria della figlia Sara morta alcuni anni fa. Il generoso gesto è di Massimo Caputi, presidente di Terme di Saturnia spa, che ha voluto dar corpo e anima a un progetto, nato per introdurre i disabili nel mondo del lavoro e renderli partecipi della comunità.
Un sogno che già sta portando avanti a spese delle famiglie Elena Improta, presidente della onlus Oltre lo sguardo, e che a questo punto potrà concretizzarsi ancora di più grazie a una prima donazione di 50mila euro.
Caputi, alcuni anni fa, ha perso tragicamente sua figlia Sara. Oggi nel nome di questa ragazza lui vuole aiutare altrettanti giovani che difficilmente potrebbero collocarsi nel mondo del lavoro. La donazione rappresenta una speranza per la vita futura dei ragazzi disabili che prenderanno parte all’iniziativa. «Parte il progetto “Il nostro futuro grazie al cuore di Sara – percorsi di autonomia e formazione lavoro” – spiega Improta – Ringrazio ancora Massimo per la generosa donazione che verrà in parte utilizzata per questo progetto e speriamo a breve anche per un mezzo di trasporto accessibile anche ai carrozzati». Sul mezzo, una volta acquistato, sarà apposto il nome di Sara, ossia il nome del progetto e i loghi dell’associazione Oltre lo sguardo e della cooperativa Beata Veronica 1878 / Orto Giusto. È grazie a quest’unione di forze che la donazione permetterà alle persone con disabilità di entrare nel mondo del lavoro.
I ragazzi di Oltre lo sguardo, da alcuni mesi, frequentano un orto realizzato al vivaio Pitorsino. Qui stanno imparando come si coltiva la terra, come si piantano gli ortaggi e come si raccolgono, si puliscono e si portano al mercato in cui vengono venduti.
«I ragazzi – aggiunge Improta – in questo mondo si sentono parte della comunità. Non basta dire che i ragazzi devono essere aiutati. Una persona disabile, se formata per svolgere un’attività, compatibile con la sua disabilità, può contribuire a far girare l’economia anche perché per questi ragazzi c’è poi bisogno di operatori che stiano loro vicini».
Da quando alcuni ragazzi che vivono negli appartamenti di Oltre lo sguardo (nata per preparare chi ha una disabilità a vivere una vita anche lontana dai genitori, nella prospettiva in cui questi non ci saranno più) frequentano l’orto, la loro vita è cambiata. Si sentono utili e il contatto con la natura li aiuta. Il progetto che si svolgerà grazie alla donazione partirà a settembre e si concluderà ad aprile del prossimo anno. È rivolto a chi risiede nelle colline dell’Albegna. Nel frattempo Massimo Caputi sta studiando la realizzazione di una casa destinata ai ragazzi disabili in uno dei comuni dell’area delle Colline dell’Albegna. «Il mondo – commenta lui – sta mutando e si devono superare gli individualismi sostenendo chi è stato meno fortunato».
Questo progetto arriva in un momento particolare in cui anche i ragazzi disabili sono stati messi a dura prova dalla pandemia. Grazie al “grande cuore di Sara”, per questi ragazzi inizierà un futuro in cui potranno sperare in un inserimento lavorativo.
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