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LE INDAGINI

Follonica, lasciato a terra con la testa spaccata: è caccia all'aggressore

Michele Nannini
Via Zara, Follonica: qui il 37enne è stato aggredito e lasciato in una pozza di sangue (FotoGiorgio)
Via Zara, Follonica: qui il 37enne è stato aggredito e lasciato in una pozza di sangue (FotoGiorgio)

Giovedì 26 agosto un 37enne è stato trovato nel centro di Follonica con una profonda ferita. Gli inquirenti stanno cercando di individuare la persona che lo ha picchiato violentemente

30 agosto 2021
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FOLLONICA Continuano da parte della Compagnia dei carabinieri di Follonica le indagini sull’episodio che ha visto finire all’ospedale - nel pomeriggio del 26 agosto - un 37enne marocchino, soccorso in via Zara nella città del golfo con una profonda ferita alla testa. Dopo una prima fase di accertamenti si indaga adesso per aggressione, trovano quindi conferma le prime ricostruzioni che vedevano un’altra persona coinvolta nell’accaduto nonostante il ferito non ricordasse nulla e avesse dichiarato ai soccorritori prima e alle forze dell’ordine poi di essere caduto da solo e aver sbattuto la testa in terra. L'uomo non è in pericolo di vita e la prognosi è di trenta giorni, le sue condizioni sono quindi meno gravi del previsto e di quanto non sembrassero al momento dei soccorsi, quando dopo un iniziale passaggio al posto di primo soccorso di Follonica si è reso necessario il ricovero all’ospedale Misericordia di Grosseto in codice 3. Le indagini hanno quindi permesso di iniziare a fare luce su quanto successo in via Zara, con il 37enne aggredito da un altro uomo che nella circostanza, come stanno ricostruendo le forze dell’ordine, ha avuto la meglio anche grazie a una maggiore prestanza fisica; è stato per il momento escluso il ricorso ad armi contundenti durante il ferimento. Gli accertamenti sono comunque ancora in corso, la raccolta delle testimonianze dei passanti e dei gestori dei locali della zona potrebbero diventare fondamentali. I militari stanno anche indagando per valutare la presenza sul posto di telecamere a circuito chiuso che possano aver ripreso quanto accaduto e quindi fornire ulteriori elementi utili alla ricostruzione del fatto. Le primissime testimonianze infatti parlavano di una accesa discussione, parte in italiano e parte in lingua straniera, che avrebbe preceduto l’aggressione anche se al momento dei soccorsi e dell’arrivo delle forze dell’ordine la seconda persona coinvolta nell’episodio aveva già fatto perdere le proprie tracce. Sarà quindi importante, oltre al racconto dei testimoni e all’analisi delle eventuali riprese a disposizione, anche la versione che riuscirà a fornire il 37enne marocchino soprattutto sulle cause che hanno portato all’episodio.Necessario quindi attendere ancora qualche giorno per chiarire definitivamente la dinamica dell’accaduto e riuscire a dare un nome e un volto all’aggressore di quello che è stato l’ennesimo episodio di sangue, seppure stavolta circoscritto e probabilmente ascrivibile a una situazione di conflitto fra i due uomini, nell’estate della città del golfo.

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