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Servono 16 milioni per cercare il vapore Una ditta di Bolzano trivellerà le colline

Alfredo Faetti
Servono 16 milioni per cercare il vapore Una ditta di Bolzano trivellerà le colline

L’impianto di perforazione ha un’altezza di circa 50 metri Il sindaco: «La geotermia avrebbe ricadute più che positive» 

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Alfredo Faetti

MASSA MARITTIMA. Viene definito “rischio minerario” e le colline della maremma lo conosco bene. In pratica, una società fa un investimento per esplorare il sottosuolo in cerca della materia prima che le interessa: se la trova darà poi seguito all’estrazione e alla lavorazione, se invece non la trova l’investimento terminerà lì. Se ieri era la pirite, oggi è il vapore per la geotermia. È proprio questo che andrà cercando la società Reggelberg Bau di Bolzano, che ha presentato un progetto alla Regione per realizzare fino a quattro pozzi nella zona di Niccioleta, a Massa Marittima, per confermare la presenza di un importante serbatoio geotermico.

L’investimento per la sola esplorazione? Può superare i 16 milioni di euro.

A farsi avanti su un’area ancora non soggetta a concessione geotermica è appunto la Reggelberg Bau, specializzata nelle trivellazioni geotermiche e leader attuale del mercato altoatesino.

Tutti i documenti sono adesso al vaglio della regione, che dovrà decidere se il progetto necessiti di una procedura autorizzatoria complessa come la valutazione d’impatto ambientale (Via, in sigla, nda). Le perforazione dovrebbe realizzarsi un chilometro e mezzo a nord ovest di Niccioleta e cinque chilometri e mezzo a nordest di Massa Marittima, con due pozzi - aventi la stessa imboccatura - profondi dai tre chilometri e mezzo ai quattro, uno dei quali dritto e l’altro parzialmente obliquo. L’investimento complessivo può arrivare fino a 16 milioni e 200mila euro, ma dipenderà appunto dall’esito dell’esplorazione. Se le ricerche daranno risultati, verranno realizzati tutti e quattro i pozzi; se invece, per ipotesi, dopo i primi due ancora niente vapore, la società potrebbe decidere di fermarsi.

In caso di successo, cioè di conferma della presenza di un serbatoio geotermico, i pozzi saranno utilizzati per estrarre il fluido e attivare la produzione, altrimenti, in caso di insuccesso della ricerca, saranno sigillati, messi in sicurezza e abbandonati, il tutto a spese della ditta proponente.

Per rendere minimi gli impatti sui boschi, la perforazione verrà realizzata in una zona agricola già ben servita dalla viabilità sterrata esistente.

L’impianto di perforazione avrà un'’altezza di circa 50 metri, si prevede che la realizzazione dei pozzi necessiti di non più di 250 giorni di lavoro, per un totale, comprese tutte le attività di cantiere collaterali, di circa undici mesi e mezzo di esercizio. Se la ricerca darà i suoi frutti, la società chiederà la concessione su quell’area, pronta a realizzare un impianto geotermico a ciclo binario, ovvero senza emissioni all’esterno.

Un impianto, insomma, a ciclo integrale. La Regione ha 75 giorni di tempo a partire dal 19 agosto, quando l’avviso è stato pubblicato sul suo sito internet, per dare una risposta alla Reggelberg Bau. Chi volesse presentare osservazioni al progetto ha un mese, sempre a partire dal 19 agosto, per farlo inviandole in Regione.

Tra i soggetti chiamati alla conferenza dei servizi, anche il Comune di Massa Marittima. «I nostri uffici sono già al lavoro – dice il sindaco Marcello Giuntini – ,anche se l’esplorazione dovesse avere successo, il progetto si concretizzerà comunque dopo la scadenza del mandato di questa amministrazione, che è stata la prima a chiedere di inserire Massa Marittima tra i comuni geotermici. Speriamo possa concretizzarsi – conclude il sindaco- perché avrebbe ricadute positive sia su Niccioleta, penso al teleriscaldamento ad esempio, sia al territorio circonstante, come a Pian dei Mucini».

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