Sicurezza
Il Comune accoglierà «i rifugiati politici»
Il sindaco ha visitato alcune strutture per valutare se usarle Accordo di massima su una, Ente garante per gli affitti
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha convinto la coalizione che lo sostiene a impegnarsi, da subito e per i prossimi mesi, nella partita dell’accoglienza che stavolta riguarda i rifugiati politici afghani.
È lo stesso comunicato stampa del Comune di Grosseto a precisare che l’accoglienza è rivolta «ai rifugiati politici afghani». Parole precise, e c’è un perché. Il Comune, governato dal centrodestra, se da un lato allarga le braccia rivolto ai profughi in fuga dall’Afghanistan, dall’altro ribadisce «il fermo impegno nel combattere ogni forma di immigrazione clandestina».
Il primo cittadino ieri ha visitato alcune strutture (un paio in città, una fuori) per sondare la disponibilità all’accoglienza, «ma è tutto prematuro, da valutare – spiegano dagli uffici – a partire dalle economie di questa operazione, che si lega alle disponibilità presenti nel fondo di riserva del Comune, soldi che poi in qualche modo (non si sa ancora come e da chi) l’amministrazione dovrebbe recuperare».
Di più dal municipio non viene detto, «perché si rischia di divulgare inesattezze».
Qualche indiscrezione, in realtà, filtra. Lo stesso Vivarelli Colonna conferma al Tirreno di aver «visitato Casa Francesca di Sonia Palmieri e con lei ho concordato che metterà a disposizione due tre miniappartamenti per accogliere i profughi afghani». Le altre destinazioni saranno case private e/o strutture alberghiere, dove il Comune farà da garante per gli affitti.
Intanto c’è un dialogo in corso che vede protagonisti governo, prefetture e Anci. I Comuni sono l’appendice della filiera dell’accoglienza.
Vivarelli Colonna, nel comunicato diffuso ieri, non entra nei dettagli logistici, numerici ed economici della scelta. «Sono vive – dichiara – le immagini dei volti disperati dei tantissimi afghani costretti a fuggire dal proprio Paese a causa della presa del potere da parte dei talebani. Restare indifferenti davanti ai soprusi che queste persone sono costrette a subire, alla privazione delle libertà e della dignità, è impossibile. Per questo abbiamo fatto questo passo incontro ai richiedenti asilo e ai rifugiati che stanno arrivando in Italia. Stiamo lavorando per trovare un sistema di sostegno concreto».
Insomma, l’emergenza umanitaria afghana pare aver cambiato, almeno in questa fase, l’approccio al tema dell’accoglienza, sul quale a Grosseto convivevano in maggioranza anime e sensibilità diverse. «Come sindaco e con tutte le forze di coalizione che mi sostengono, siamo e saremo sempre pronti a essere ospitali e solidali nei confronti dei rifugiati politici, che sono cosa molto diversa dall’immigrazione che nasce dalla maggior parte degli sbarchi». In sintesi: moderazione sui rifugiati, «con una risposta pronta e attenta per la realizzazione di una rete di accoglienza che coinvolga le istituzioni locali insieme agli organismi nazionali e internazionali», ma anche la raccomandazione e la promessa che l’attenzione sull’immigrazione resterà alta.
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