Toscana
Deportati nei lager: la comunità rivuole la memoria dei suoi eroi
Si rifiutarono di obbedire alla follia di Hitler e per questo furono internati Ora col supporto degli storici Follonica va alla ricerca di nomi e biografie
Il PROGETTO
L’Istituto storico grossetano della Resistenza e dell’età contemporanea ha stipulato una convenzione con il Comune di Follonica per riscoprire la memoria della deportazione nella città del golfo. Scopo dell’iniziativa è quello di promuovere e sostenere attività di ricostruzione e valorizzazione della storia e della memoria del territorio.
L’indicazione era arrivata da una mozione recentemente approvata dal consiglio comunale, volta proprio a realizzare una ricerca storica che permetta di individuare i nomi di tutti i follonichesi deportati nei lager nazisti durante la seconda guerra mondiale.
L’elenco porterà poi alla realizzazione anche in città delle pietre di inciampo, l’iniziativa dell’artista tedesco Gunter Demnig, per depositare, nel tessuto urbanistico e sociale delle città europee, una memoria diffusa dei deportati nei campi di sterminio nazisti. «Abbiamo bisogno di una pietra di inciampo per riportare alla memoria quello che è stato – spiega il sindaco, Andrea Benini – è necessario accendere la nostra responsabilità sugli eventi legati alla seconda guerra mondiale e per questo sosteniamo lo svolgimento di un’ulteriore ricerca storica per approfondire le vicende dei follonichesi deportati nei lager nazisti».
Il progetto “La memoria della deportazione a Follonica” sarà portato avanti dall’istituto grossetano (2mila euro il sostegno finanziario accordato) assieme all’Anpi sezione Virio Ranieri di Follonica. I risultati ottenuti con la ricerca verranno resi pubblici il prossimo aprile in occasione di un convegno. «Questo progetto è nato anche grazie alla mozione presentata dai capigruppo di maggioranza – conferma l’assessora alle politiche culturali, Barbara Catalani –. Quella di legarsi all’Isgrec era una necessità manifestata già da tanto tempo».
«L’Istitito storico – spiega infine la direttrice Ilaria Cansella – mette a disposizione le proprie competenze nella ricerca storica. Questo è un progetto di ricostruzione dei percorsi biografici degli internati militari follonichesi che si rifiutarono di aderire al progetto di Hitler e subirono per questo la prigionia nei campi del Reich. Auspichiamo che questo lavoro possa mettere in luce figure importanti della storia locale».
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