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Quarantena non coperta dall’Inps, Cisl: "Subito un rifinanziamento"

Massimiliano Frascino
Katiuscia Biliotti, segretaria generale della Cisl maremmana
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Katiuscia Biliotti, segretaria generale della Cisl maremmana

Allarme del sindacato per i lavoratori del settore privato, in provincia oltre 400 persone al momento interessate 

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GROSSETO. La Cisl di Grosseto suona l’allarme per i lavoratori del settore privato che si trovano in quarantena fiduciaria per Covid-19 e che rischiano seriamente di non poter usufruire dell’indennità di malattia.

A dare la notizia è stato l’Inps stesso col messaggio 2842 del 6 agosto scorso, affermando che l’indennità di malattia in caso di quarantena fiduciaria non potrà essere erogata, in quanto il legislatore non ha stanziato per il 2021 nuove risorse.

«Il problema è molto serio – commenta Katiuscia Biliotti, segretaria generale della Cisl maremmana – perché riguarda potenzialmente un numero vasto di lavoratori e non è accettabile che si leda un diritto perché l’esecutivo non ha rifinanziato il fondo dell’Inps che copriva questi costi. La gran parte dei lavoratori ancora non lo sa e si corre un doppio rischio: le persone tracciate per aver avuto contatti con i contagiati si ritroveranno con dieci giorni di indennità di malattia in meno in busta paga, e magari le aziende che anticipano l’indennità in attesa di attingere al fondo Inps si troveranno in condizione di dover ricalcolare le buste paga. E poi c’è il pericolo che chi ha avuto contatti con persone contagiate dal Covid ometta di averle frequentate per non vedersi decurtata la busta paga. Facendo saltare la catena dei controlli e della prevenzione». Ma quante sono le persone potenzialmente interessate? Molte: secondo il report dell’Azienda Usl Toscana sud est, alle 14 del 24 agosto – in provincia di Grosseto – erano 442 le persone in quarantena fiduciaria per avere avuto contatti con contagiati dal Covid-19, con 498 pazienti positivi al coronavirus confinati in casa, 20 ricoverate nel reparto di degenza Covid del Misericordia e 3 in terapia intensiva. Questi, più o meno, i numeri attuali. Ma la mancanza di risorse Inps per erogare l’indennità di malattia minaccia di avere effetti retroattivi sul 2021 al momento in cui si è esaurito il fondo. Per cui in teoria, andando a ritroso nel tempo, i lavoratori scoperti in provincia potrebbero essere diverse centinaia. «Di punto in bianco – commenta la segretaria generale della Cisl di Grosseto Biliotti – nel mese di agosto salta la copertura previdenziale per la quarantena. Assistiamo, ancora una volta, alla medesima situazione: non ci sono i soldi, l’Inps chiude i rubinetti e le persone già fortemente provate da un lungo periodo molto difficile, fatto di casse integrazioni, sospensioni dal lavoro e tanti tagli salariali si vedono costrette a usufruire, se fortunate, di ferie e permessi. Si aprono, invece, scenari ancora più preoccupanti per chi non ha periodi di congedo». In altre parole, un lavoratore che, negli ultimi 8 mesi, è stato in quarantena fiduciaria per la presenza di un familiare o un convivente positivo o per essere entrato in contatto con una persona affetta da Covid-19, pur credendosi “coperto” perché in possesso di un certificato medico, potrà vedersi decurtato lo stipendio. «O, nella migliore delle ipotesi – continua Biliotti – potrà ricorrere a permessi, retribuiti o meno, e ferie». La quarantena, introdotta con decreto nel marzo 2020, è il periodo di dieci giorni di isolamento obbligatorio per tutti coloro che sono entrati in contatto con soggetti positivi al Covid-19.

Una disposizione che viene ridotta a sette giorni per chi ha completato il ciclo vaccinale. «Nel nostro territorio – aggiunge la segretaria della Cisl – solo ieri si sono registrati 31 nuovi contagi da Covid-19. Quante sono le persone che, entrate in contatto con loro, dovranno assentarsi dal lavoro? Si tratta di numeri importanti, che non possono essere ignorati». Drastica la conclusione di Cisl. «Se il Governo non interverrà con un rifinanziamento, che le organizzazioni sindacali hanno già richiesto senza avere ancora risposta a farne le spese saranno i lavoratori e i datori di lavoro. Un fatto ancora più grave se si pensa che ci avviamo alla ripresa di una serie di attività: quelle produttive, che magari hanno effettuato un periodo di pausa estivo, la scuola con l’aumento dei trasporti pubblici. Per questo – conclude la segretaria Biliotti – è necessario fare immediatamente chiarezza su questa situazione, per evitare che, di nuovo, siano le fasce più deboli a fare le spese della terribile emergenza che stiamo vivendo».


©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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