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Soldi nella cuccia del cane Giallo per Cirinnà e Montino

I.A.
Soldi nella cuccia del cane Giallo per Cirinnà e Montino

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CAPALBIO. Trovare dei soldi mentre si fanno dei lavori di manutenzione e non sapere da dove arrivano. Ha assunto i contorni del giallo quanto successo nell’azienda capalbiese CapalBio Fattoria di Esterino Montino, sindaco di Fiumicino e marito della senatrice dem Monica Cirinnà.

Nell’azienda che si trova nella campagne di Capalbio nella zona dei Caprai, 140 ettari di cui dodici coltivati a vigneto, quattro a uliveto, poi frutteti e animali di ogni tipo, si stanno svolgendo lavori per rimettere a nuovo alcune pertinenze; lavori di routine che si fanno nelle aziende periodicamente. Nei giorni scorsi alcuni operai, con un figlio della coppia, hanno iniziato gli interventi e deciso di rimettere a nuovo anche una cuccia che si trova non lontano dalla strada che segna il confine della proprietà di Montino – Cirinnà: qui, sistemando le assi di legno della cuccia che aveva ospitato tempo prima un cane randagio e i suoi cuccioli, è stato trovato un rotolo di banconote. Increduli gli operai e il figlio. Subito sono stati avvisati i genitori del ritrovamento. La famiglia ha chiamato i carabinieri. La denuncia è stata presentata dal figlio stesso. Il denaro, 24mila euro, rovinato dalla permanenza fra le assi e sottoposto alle intemperie, è stato sequestrato dai militari che hanno iniziato a indagare per capirne la provenienza. Sconcertata e stupita, la famiglia ignorava del tutto la presenza di quei soldi (che sono lì non si sa da quanto tempo) tanto da avvertire subito le forze dell’ordine.

Da dove arriva quel denaro? Chi l’ha messo lì? Da quanto tempo era lì? E perché? Se lo chiede il sindaco di Fiumicino e tentano di capirlo gli investigatori.

«I militari – ha spiegato a caldo Montino al Messaggero – hanno sequestrato il denaro e mio figlio ha firmato la denuncia, ma credo che quei soldi siano frutto di un’attività illecita, la refurtiva messa da qualcuno che poi non è venuto a riprenderla».

Intanto le indagini dei carabinieri sono in corso. La coppia e tutta la famiglia ieri si sono prima trincerati dietro il silenzio.

Poi hanno affidato a una nota il loro pensiero sull’importante «cifra di denaro rinvenuta casualmente nella nostra azienda e che abbiamo prontamente consegnato ai carabinieri – scrivono Cirinnà e Montino – Siamo felici che quel denaro, molto probabilmente frutto di qualche reato compiuto da malviventi, sarà nella disponibilità del Fondo unico per la giustizia e che verrà utilizzato per fini di pubblica utilità. È questo il comportamento corretto che ogni cittadino onesto deve tenere e siamo orgogliosi di quanto fatto. Siamo in contatto con la Procura di Grosseto e con il comando provinciale dei carabinieri per avere notizie sull’evoluzione delle indagini al fine anche di assicurare serenità e sicurezza alla nostra azienda. Abbiamo inoltre dato mandato al nostro avvocato di perseguire chiunque tenti di adombrare la correttezza e limpidezza del nostro operato».

I.A.

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