Il Tirreno

Grosseto

il fenomeno  

I tavoli sono tutti occupati ma gli scontrini sono più bassi

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grosseto. I ristoratori brindano. Quest’estate c’è stato il pienone e il temuto effetto green pass non ha avuto gli esiti disastrosi che in troppi avevano paventato al momento dell’introduzione del lasciapassare per mangiare al chiuso. A dare una mano senza dubbio c’è stato l’ampliamento del suolo pubblico aggiuntivo concesso ai ristoratori da tutti gli enti locali, e la proroga delle agevolazioni sul “canone unico” decisa con il decreto Sostegni.

«Il lavoro c’è stato in modo diffuso – spiega Gabriella Orlando, direttrice di Ascom Confcommercio – A giugno i consumi sono partiti lentamente, poi da luglio c’è stato un boom della ristorazione all’aperto che dura tuttora, con qualche eccezione in zone circoscritte, dove le cose sono andate un po’ meno bene. L’introduzione del Green pass ha avuto un effetto limitato alla prima settimana. Chi aveva la gran parte delle superfici al coperto ha avuto ovviamente qualche disagio in più».

La vera novità di un’estate che si sta concludendo alla grande, però, è un’altra. «In molti – sottolinea la Orlando – ci hanno segnalato un abbassamento generalizzato del livello dei clienti intercettati, con una diminuzione della media di scontrini o fatture. A parità di tavoli occupati rispetto allo scorso anno, cioè, c’è stato un incasso più basso. Sintomo di una contrazione della capacità di spesa».

Si tratta di un fenomeno – la decurtazione della spesa media per cliente al tavolo di ristoranti, trattorie e pizzerie – riscontrato anche da altre associazioni a cui però Gloria Faragli di Confesercenti dà una spiegazione in parte diversa. «C’è stata una diminuzione della spesa pro capite anche dovuta alla perdita di potere d’acquisto Ma – aggiunge – dalla nostra analisi emerge che il fenomeno dipende prevalentemente da due fattori: è cambiata la tipologia di turisti, ci sono molti giovani in più per la riduzione dei viaggi all’estero. Ma soprattutto è cambiato l’approccio al consumo da parte dei clienti, che riducono la spesa media in quanto molto più sensibili agli sprechi e attenti alle buone pratiche di sostenibilità ambientale. È un’evoluzione dei comportamenti di consumo di cui tener conto, e da valorizzare puntando sulla qualità di prodotti, dell’accoglienza e della gestione ecosostenibile. Anche per attrarre una tipologia di turismo qualificato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web