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Grosseto

le incertezze 

Green pass per i prof Chi deve controllare?

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Grosseto. «Dopo quasi due anni di emergenza, a 20 giorni dalla riapertura delle scuole, ci saremmo aspettati dal ministero indicazioni certe che ci aiutassero a riprendere le lezioni in sicurezza. Invece proprio su questi aspetti regna ancora la confusione, le cui conseguenze ricadranno in gran parte sulle spalle dei dirigenti».

È amareggiato Roberto Mugnai, alla guida delI’istituto di istruzione superiore “Pietro Aldi” di Grosseto – il polo liceale – e segretario regionale del sindacato Dirigenti Scuola, che proprio oggi è a Roma per un’audizione con il ministro dell’istruzione Bianchi.

Con il 90 per cento del personale della scuola già vaccinato e l’esperienza drammatica dei due passati anni scolastici, riprendere le lezioni senza avere certezze sulle misure di sicurezza, in particolare sull’obbligo del Green pass, è per lui inaccettabile. Ad oggi, infatti, il famigerato documento sembrerebbe costringere le scuole a un controllo giornaliero su tutto il personale, insegnanti e Ata.

«Alla luce delle indicazioni del garante della privacy – spiega Mugnai – non si può registrare la data di scadenza del Green pass, né acquisire il documento cartaceo. L’App che legge il Qr code non distingue tra green pass ottenuto con il vaccino e quello provvisorio con il tampone, dunque insegnanti e personale Ata devono essere controllati uno per uno, ogni giorno». Un incubo per chi si trova a gestire oltre 200 docenti e poco sotto le cento unità dei non docenti, come avviene per alcuni istituti superiori, oppure per quegli istituti comprensivi che si suddividono in cinque, dieci o più plessi.

«Poi – riprende Mugnai – chi deve fare i controlli? E con quale telefono visto che per la scuola non sono previsti apparecchi di servizio? E il tampone salivare che era stato prospettato per le scuole all’indomani del primo lockdown a febbraio 2020, di cui non si è più sentito parlare? Ora è saltato di nuovo fuori e speriamo che sia la volta buona. Direi che si parte decisamente male e, per i dirigenti, con un superlavoro che si aggiunge all’ordinario e all’organizzazione delle altre misure di sicurezza», conclude Mugnai.

Misure che si riassumono, al momento, in mascherine obbligatorie, distanziamento, orari di ingresso sfalsati, vie di accesso e di uscita separate dove possibile. Ma tutto è ancora in evoluzione, in attesa di indicazioni più certe sulla gestione del Green pass.

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