Sicurezza
Dopo l’appello, il testimone «Ho provato a salvare Sara»
Il padre della 19enne morta nell’incidente sulla provinciale 158 non si dà pace «Ho parlato con l’uomo che l’ha raggiunta dopo lo scontro, lei non rispondeva»
Tommaso Silvi
scarlino. A caccia di un dettaglio. Di un particolare. Di un frammento di quei tragici minuti che possa aiutarlo a chiarire definitivamente come sono andate le cose in quella notte d’inferno del 10 agosto. Intanto, però, dopo l’appello diffuso attraverso il Tirreno, emerge una testimonianza. «Ho parlato con la prima persona che si è fermata sul luogo dell’incidente ed è andata all’auto di mia figlia per tentare di soccorrerla».
Massimiliano D’Apolito non si dà pace. È il padre di Sara, 19 anni, di Pienza, morta dopo essersi scontrata con un albero sulla strada provinciale 158, quella che collega Castiglione della Pescaia a Scarlino, e quindi a Follonica. Lei viaggiava sulla sua Yaris. «Voglio sapere cosa è accaduto precisamente, voglio capire – continua il padre della giovane – come mai la mia bambina ha perso il controllo dell’auto». Sull’edizione cartacea di sabato scorso abbiamo pubblicato l’appello di Massimiliano D’Apolito, rivolto a eventuali testimoni dell’incidente.
E dopo l’articolo un uomo si è fatto avanti. «Lui stava viaggiando in direzione contraria rispetto a Sara – racconta Massimiliano D’Apolito – e quando ha visto la macchina fuori strada, contro l’albero, si è fermato ed è sceso per capire meglio cosa fosse successo. Mi ha riferito di aver gridato a Sara nella speranza di ricevere una risposta, ma lei non dava segni di vita. Con ogni probabilità se ne era già andata. Questo significa che non ha sofferto, e per me è un piccolo sollievo».
Sul luogo dello scontro oggi ci sono dei fiori. Un omaggio per Sara, che lavorava al camping PuntAla di Castiglione della Pescaia e aveva da poco conseguito la maturità al liceo linguistico di Montepulciano. Ieri, inoltre, la famiglia D’Apolito ha formalizzato la richiesta di accesso agli atti delle indagini dell’incidente. Lo ha fatto attraverso l’avvocato incaricato, Giampietro Colombini. Nella speranza che, nel frattempo, si facciano avanti altre persone che la sera tra il 10 e l’11 agosto, poco dopo le 22, transitavano sulla provinciale 158, all’altezza della località Puntone. Lì dove Sara ha trovato la morte.
«Per noi è molto importante raccogliere quante più voci possibile. Voglio specificare – conclude Massimiliano D’Apolito – che non cerchiamo persone da portare in tribunale, ma gente che può darci delle risposte per vivere meglio il resto dei nostri giorni. Che comunque saranno macchiati da un dolore che non sparirà mai».
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