Sicurezza
Altri tre feriti, sull’Aurelia torna la paura
Auto e moto coinvolte in corrispondenza di un incrocio a raso. Interviene l’elisoccorso, coppia di giovani ricoverata a Siena
Ivana Agostini
CAPALBIO. Un incrocio a raso. Una macchina che attraversa per andare dalla parte opposta. Una moto che arriva e che viene presa in pieno dall’auto.
È successo ieri pomeriggio sulla statale Aurelia, all’altezza di Capalbio scalo. Una moto che procedeva in direzione Grosseto si è scontrata con una macchina che da Capalbio scalo ha attraversato l’incrocio a raso per andare dalla parte opposta, alle Forane. L’incidente ha causato tre feriti: la coppia che viaggiava sulla moto, una donna di 24 anni trasportata a Le Scotte di Siena con l’elisoccorso Pegaso e un ragazzo di 27 portato anche lui a Siena con l’ambulanza. Entrambi fortunatamente non sono in pericolo di vita. Il terzo ferito è il conducente della vettura, un capalbiese di 58 anni portato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Orbetello. A distanza di pochi chilometri, dopo appena dieci giorni dall’incidente mortale che poco prima dell’uscita per Capalbio è costato la vita a una donna di 83 anni residente a Roma, l’Aurelia ha fatto vivere nuove paure per i giovani. Sul posto la polizia stradale. Chi ha visto i feriti sbalzati a terra ha temuto il peggio. L’incrocio a raso di Capalbio scalo è uno dei punti critici dell’Aurelia. Siamo in un tratto senza guardrail con un incrocio che consente di attraversare l’Aurelia per andare da una parte all’altra. Sono gli innumerevoli incroci a raso presenti sulla Statale a essere stati, in molte occasioni, luogo di incidenti anche mortali. Lo scontro di ieri pomeriggio arriva dopo la lettera che l’amministrazione di Capalbio ha inviato al ministro dell’infrastrutture Enrico Giovannini, per ricordagli che la messa in sicurezza dell’Aurelia non è più rimandabile. «Questo non è il momento di indulgere a critiche retrospettive, semmai serve riflettere sulla circostanza che tanto tempo perduto ha provocato più vittime della tragedia del Ponte Morandi di Genova. Senza lo stesso impatto mediatico continua una tristissima contabilità di dolore, talvolta di intere famiglie falcidiate nella commozione di un giorno – scriveva il Comune di Capalbio nella nota – Signor ministro, non possiamo più attendere. Per rispetto alle vittime, ai loro familiari dobbiamo proclamare forte e chiaro che la messa in sicurezza dell’Aurelia non è una scelta politica, ma un obbligo morale. Non si tratta di investimenti faraonici, ma del minimo previsto dalle norme nazionali e comunitarie per la sicurezza del traffico nelle strade di grande comunicazione (spartitraffico centrale, eliminazione degli svincoli a raso ecc.)».
Anche ieri, subito dopo l’incidente, Gianni Chelini, assessore a Capalbio, si è scagliato contro la mancata messa in sicurezza dell’Aurelia. «Il terribile incidente appena avvenuto nel tratto dell’Aurelia che interessa il Comune di Capalbio – ha scritto su Fb – è l’ennesima conferma di quanto sia attuale il nostro appello e sia necessario intervenire con urgenza alla messa in sicurezza dell’Aurelia».© RIPRODUZIONE RISERVATA
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