Attenzione
Pd e M5s, Sinistra e anche Verdi Dopo anni il sogno si realizza
Intorno al candidato Culicchi si ricompattano forze che in passato si erano divise La coalizione punta alla partecipazione «diffusa e qualificata»: ecco che cos’è
Giovanna Mezzana
grosseto. Si alza il velo (ufficialmente) sulla coalizione di centrosinistra che sostiene il candidato sindaco Leonardo Culicchi alle prossime elezioni amministrative per cui si voterà il 3 e il 4 ottobre. Battezzata “Partecipa” con un punto esclamativo in coda, a mo’ di sollecito-esortazione, la coalizione ha in seno quattro liste. Pd; Movimento Cinque Stelle; Grosseto città aperta, ovvero il contenitore di una Sinistra “diffusa” (di seguito vedremo chi è-con chi); e Europa verde, cioè i Verdi che credono che la dimensione europea sia l’unico campo possibile su cui portare le proprie battaglie.
Quattro sono le liste dunque per una coalizione in cui non sembrerebbe esserci traccia di una dinamica privilegiata Pd-M5s, ma in cui, piuttosto, ogni componente avrebbe pari dignità, tant’è che persino il candidato sindaco ha i connotati di “un primo fra uguali” (per parafrasare dal latino). «Siamo realmente insieme a questo tavolo – precisa il segretario dell’Unione comunale del Partito democratico Simone Baricci – Il Pd non ha fatto pesare il proprio ruolo e Leonardo (Culicchi, ndr) è la figura di sindaco che farà da garante al programma di governo».
Non sarebbe insomma una fusione a freddo tra anime che hanno – comunque e indubbiamente, ciascuna – la propria connotazione, dai Pentastellati ai Verdi, per esempio: «Non abbiamo mai cercato di creare – sottolinea Culicchi – una coalizione che fosse la somma dei voti necessari a vincere le amministrative». Saremmo piuttosto su di un altro fronte, secondo la coalizione: «Quello in cui il sindaco non è l’uomo solo al comando – dettaglia Culicchi – bensì il garante di un programma che è la sintesi della visione di città emersa grazie alla partecipazione, che non può essere ipocrita». Ma «qualificata e diffusa». Tant’è che qualora il centrosinistra dovesse amministrare Grosseto per il prossimo quinquennio, verrà creato un tavolo a cui siederanno le rappresentanze delle associazioni di categoria, dei sindacati e del Terzo Settore che avrà lo status di organo proponente. «Qualcuno dirà che già c’è, ma non è così – incalza Culicchi – Perché non si invia alle associazioni la documentazione relativa al Pinqua (il Piano nazionale della qualità dell’abitare) dieci giorni prima: questa sì che è partecipazione ipocrita».
E veniamo a quelli che Culicchi, ex segretario dell’Unione comunale del Pd, definisce «i compagni di viaggio», cominciando dall’associazione Grosseto città aperta, «che si identifica perfettamente – nota il coordinatore Carlo De Martis – con la coalizione “Partecipa! ” in quanto è il contenitore del mondo della Sinistra diffusa». Hanno trovato residenza in Grosseto città aperta infatti Sinistra Italiana, Articolo 1, Sinistra civica ecologista, Rifondazione Comunista. La città che vorrei per Grosseto città aperta «è per tutti, è viva e non ripiegata su se stessa, si occupa dei diritti come la casa, si occupa degli “ultimi”. È insomma il contrario della città che abbiamo visto in questi anni».
E fin qui la partecipazione diffusa. Che significa «partecipazione qualificata» lo spiega bene il Movimento Cinque Stelle: «È una partecipazione molto diversa da quella vista fin qui – spiega Giacomo Gori – perché è una partecipazione che ha nuovi strumenti in mano e metodi nuovi per incidere fattivamente. Si tratta cioè di mettere insieme il sapere collettivo di persone che hanno cose da dire, conoscenze e competenze».
E veniamo all’altro compagno di viaggio, Europa verde che è la vera “sorpresa” della coalizione, non tanto perché c’è ma per come si presenta; Alberto Bencistà infatti non pronuncia i classici “no” tanto cari al mondo ambientalista ma la sua presenza ha una missione: «Siamo qui per due ragioni – dice Bencistà – Primo perché le elezioni di Grosseto sono importanti per tutta la Toscana e poi perché questo è il momento in cui si decidono le sorti del sistema agroalimentare italiano, toscano e maremmano. Qualche “no” lo diremo, ma siamo qui anche per dire tanti “sì” a favore dell’ambiente e dell’agricoltura maremmana che io auspico sia sempre più biologica».
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