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Marras è sicuro: «Mai centrali geotermiche a Scansano e Magliano»

A sinistra l'assessore regionale Leonardo Marras, insieme al presidente della Regione, Eugenio Giani
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A sinistra l'assessore regionale Leonardo Marras, insieme al presidente della Regione, Eugenio Giani

Intanto, però, l’avvocatura regionale sostiene che i terreni nelle cosiddette "aree non idonee" non sono esclusi dal rischio di costruzioni di centrali

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SCANSANO. «La Regione non autorizzerà mai la realizzazione di centrali geotermiche a Scansano e Magliano». Queste parole di garanzia pronunciate dall’assessore regionale, Leonardo Marras, sono salutate con grande entusiasmo dal Comitato Scansano Sos geotermia. Una frase inequivocabile, dice il comitato, che garantisce «l’impegno per la tutela della terra del Morellino, minacciata da diversi progetti geotermici. L’importante dichiarazione è la sintesi del lungo e approfondito incontro chiesto dal Comitato Scansano Sos Geotermia all’assessore regionale alle attività produttive e al turismo». Il faccia a faccia tra Marras e i "No Geotermia" si è tenuto a Pancole. Il Comitato ricorda di aver sollecitato il confronto «dopo la concessione di permessi di ricerca invasivi e costosi presentati dalle società richiedenti come il presupposto del successivo sfruttamento industriale dei pozzi. Una preoccupazione cresciuta con la notizia della forte scossa sismica provocata da analoghe ricerche in Alsazia e a Strasburgo. Marras ha ribadito e spiegato che, secondo la Regione, la ricerca non poteva essere negata ma che la legge sulle aree non idonee protegge il territorio di Scansano, tutto destinato a produzioni agroalimentari tutelate da marchi di qualità doc, docg, dop e igt. Parole, quelle di Marras, rassicuranti ma in contrasto con la posizione dell’avvocatura regionale che si è opposta alla richiesta di sospensione dei permessi al Tar sostenendo che il ricadere in "area non idonea" non esclude ma rende solo più difficile il rilascio dei permessi per le centrali. Marras sul punto ha chiarito che la legge, nazionale, riguarda tutte le fonti rinnovabili ma per la geotermia, prettamente toscana, la Regione opta per il divieto assoluto».

Il Comitato nota soprattutto «il cambio di rotta a livello europeo e nazionale. L’Unione Europea si avvia ad escludere la geotermia dalle fonti rinnovabili e di conseguenza il suo finanziamento. Sulla stessa linea il governo: nel piano energetico nazionale presentato dal ministro per la transizione ecologica, Roberto Cingolani la geotermia ha una parte residuale degli investimenti, indirizzati soprattutto all’efficientamento degli impianti esistenti, come il ministro ha confermato anche agli assessori Marras e all’ambiente, Monia Monni. Nel prendere atto con soddisfazione del cambiamento di rotta - europeo, nazionale e regionale - e delle assicurazioni ricevute, il Comitato invita comunque a continuare la vigilanza e la raccolta delle firme. I permessi di ricerca sono attivi e le società potrebbero in qualunque momento avviare lo scavo dei pozzi. Non bisogna abbassare la guardia perché i prossimi mesi saranno decisivi. A ottobre il Tar deciderà nel merito dei ricorsi presentati, nello stesso periodo arriverà la pronuncia dell'Unione Europea. Dobbiamo evitare che la nostra terra paghi caro il colpo di coda di progetti dannosi e senza futuro».

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