Sicurezza
L’anticiclone africano allenta la morsa e l’alta pressione porta un clima gradevole
L’esperto spiega cosa è accaduto negli ultimi due mesi: e gli eventuali prossimi temporali porteranno anche la grandine
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. Abbiamo vissuto un’estate particolare, insolita. Il perché lo abbiamo chiesto a Roberto Costantini, responsabile della sede grossetana del Lamma, il Laboratorio di monitoraggio e modellistica Ambientale per lo sviluppo sostenibile, consorzio pubblico tra la Regione Toscana e il Consiglio Nazionale delle Ricerche.
L’estate 2021 non è mai stata particolarmente gradevole da un punto di vista climatico: perché?
«Purtroppo, l’instabilità degli equilibri a livello globale sta determinando, da un paio di mesi, una eccezionale debolezza dell’anticiclone delle Azzorre, a tutto vantaggio di quello nordafricano, che provoca giornate afose, con cielo velato, un alto tasso di umidità e temperature, sia massime che minime, particolarmente elevate. Dopo Ferragosto, però, il quadro è cambiato. Andiamo verso un periodo con prevalenza di condizioni di alta pressione, dove le precipitazioni resteranno poco probabili, ma le temperature sono tornate nella media».
Ma cosa è l’anticiclone delle Azzorre?
«Alle nostre latitudini è il fattore responsabile delle giornate estive di bel tempo: cielo sereno, bassa umidità e temperature mai eccessivamente elevate. L’anticiclone delle Azzorre occupa la fascia subtropicale del Nord atlantico, estendendosi dai Caraibi fino alle coste del Portogallo; frequentemente, però, estende la sua influenza anche all’intera Penisola Iberica, al Mediterraneo occidentale e, appunto, all’Italia. Ciò causa in tutta questa area, più o meno centrata sulle Isole Azzorre, la formazione di alta pressione, determinando una grandissima influenza sulle condizioni del tempo e del clima anche nella nostra zona. L’influenza dell’anticiclone delle Azzorre sull’Italia si avverte soprattutto in estate, quando è ben formato e devia le perturbazioni atlantiche verso più alte latitudini, lontane dalle nostre coste, richiamando comunque aria relativamente fresca dall’oceano e impedendo la formazione delle temute ondate di calore. La presenza di una così importante area di alta pressione, inoltre, impedisce la risalita delle correnti calde africane, determinando una vera barriera in area mediterranea».
E invece, fino a oggi, è stata l’estate dello Scirocco.
«Sì. Ci sono stati giorni molto caldi, soprattutto ad agosto, e la maggior parte di questi si è caratterizzato per una costante presenza del vento di Scirocco conseguentemente un cielo difficilmente terso. La colpa è appunto della dominanza dell’anticiclone nordafricano che, facendo arrivare fino alle nostre coste masse di aria particolarmente calda originatesi in area sahariana, attraversando il mar mediterraneo, si caricano di umidità. Da tre-quattro giorni il quadro è cambiato in meglio, con temperature più gradevoli. Finalmente non si avverte più quella sensazione di forte disagio fisico, con potenziali rischi per la salute, specialmente per gli anziani o per chi ha problemi respiratori».
C’è ancora il rischio di forti temporali?
«Succede spesso che, dopo ondate di calore prolungate come quella che abbiamo vissuto, le condizioni metereologiche, in caso di intrusione di masse di area fredda provenienti da nord, si evolvano in fenomeni temporaleschi particolarmente violenti. Questo perché l’energia in gioco è molto elevata, così come l’accumulo, in atmosfera, di grandi quantità di umidità che, nel caso si verifichi un repentino e consistente abbassamento delle temperature. Potrebbe originare precipitazioni di grande intensità, anche con grandine».
Una curiosità: perché l’anticiclone africano si chiama Lucifero?
«Il nome Lucifero è un’invenzione di alcuni siti web italiani. I nomi dei cicloni tropicali (e degli uragani) sono forniti ufficialmente dai centri di allerta presenti nel mondo, sotto il coordinamento dall’Organizzazione mondiale della meteorologia. Questo avviene secondo un ordine alfabetico: il primo ciclone dell’anno ha un nome che inizia per A, il secondo per B e così via. Inoltre, per poter essere “battezzati”, questi fenomeni devono superare un livello minimo di intensità. Invece, quello di cui stiamo parlando, è bene sottolinearlo, non è un ciclone né un uragano, bensì un anticiclone. Avrebbe potuto chiamarsi anche Roberto, ma avrebbe avuto meno effetto...».
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