Il Tirreno

Grosseto

dopo IL FEMMINICIDIO: l’iniziativa 

Stasera la fiaccolata a Monterotondo in ricordo di Silvia, uccisa dal fidanzato

Tommaso Silvi
Stasera la fiaccolata a Monterotondo in ricordo di Silvia, uccisa dal fidanzato

Due installazioni per le vie del paese in omaggio alla 45enne Il 12 settembre ci sarà un altro evento per non dimenticare 

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Tommaso Silvi

MONTEROTONDO MARITTIMO.

Lenzuoli bianchi fuori dai balconi delle abitazioni. Chi lo vorrà, potrà anche esporre una candela sul davanzale della finestra. E poi le melodie del complesso musicale paesano. Per Silvia. Nel suo ricordo. Per non dimenticare la tragedia che l’ha portata via. Uccisa con due coltellate alla gola dall’uomo che aveva scelto come compagno di vita.

Stasera alle 20,30 a Monterotondo Marittimo si fermeranno tutti. Nel borgo collinare nella zona nord della provincia di Grosseto si svolgerà la fiaccolata in memoria di Silvia Manetti. Morta a 45 anni, nella notte tra mercoledì 11 e giovedì 12 agosto, per mano del suo fidanzato, ora in carcere, Nicola Stefanini, 48 anni. Stavano tornando dalla cena di festeggiamento del terzo anno di fidanzamento.

Lui ha accostato l’auto, a 22 chilometri da Monterotondo, in aperta campagna, e l’ha colpita a morte con un coltello artigianale. Agli inquirenti non ha saputo spiegare la motivazione del suo gesto. Anzi, ha riferito addirittura di non ricordarsi del delitto. Eppure è stato lui a chiamare i carabinieri, subito dopo l’omicidio. «Venite, ho ucciso la mia fidanzata», ha urlato dal telefono ai militari. Silvia e Nicola abitavano a Monterotondo dall’estate del 2020, prima avevano convissuto per un periodo nel comune di Altopascio. Lui, dopo il trasferimento nel Grossetano, aveva trovato lavoro in un’azienda edile di Pomarance.

Lei lavorava nel bar principale di Monterotondo, “Che c’è...c’è”, nella centrale piazza Mario Cheli. Ed è proprio da piazza Cheli che stasera, alle 20,30, il corteo in ricordo di Silvia comincerà a camminare. Prima l’intervento del sindaco, Giacomo Termine. Poi la prima tappa. Via Garibaldi. Dove si trova una panchina rossa, simbolo della lotta alla violenza sulle donne. Verranno depositati dei fiori in memoria di Silvia Manetti. Quindi tutti in piazza Ateo Casalini.

Qui, l’amministrazione comunale, in particolare l’assessora alle pari opportunità, Emi Macrini, con la collaborazione delle associazioni del paese, omaggerà la memoria della 45enne uccisa con un momento di silenzio di fronte a un’installazione composta da alcune scarpe rosse. Altro simbolo della lotta alla violenza di genere. Il 12 settembre, poi, l’amministrazione comunale organizzerà una giornata di commemorazione per Silvia, con vari eventi a Monterotondo. Tra questi anche un dibattito a più voci sul tema dei femminicidi. Da qualche giorno, intanto, è stata illuminata di rosso la torre refrigerante della centrale geotermica che guarda dall’alto il paese. In memoria di Silvia.

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