Il Tirreno

Grosseto

“compagno di viaggio” 

Un capitolo è dedicato al nostro giornale

M.F.

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grosseto. Dei 14 capitoli che compongono il libro, uno è dedicato al nostro giornale. “Un compagno di viaggio: il Tirreno”.

In una decina di pagine Ceroni riassume le vicende che lo hanno visto protagonista a Livorno e Grosseto: la battaglia iniziata nel 1994 nella città labronica per affermare i diritti di 400 famiglie cui il fisco chiedeva ingiustamente di restituire delle agevolazioni fiscali per la prima casa, e quella per i risarcimenti alle vittime di sinistri stradali causati dalla fauna selvatica.

Vicende dalle quali, Ceroni prende spunto non per parlare di se stesso, ma per affermare l’importanza della libera stampa nel promuovere il dibattito pubblico e tutelare le persone più deboli, quelle «in fondo alla fila», come chiosa l’autore del libro. Lo fa riconoscendo al Tirreno questo ruolo di “cane da guardia della Democrazia”, come direbbero gli anglosassoni, e testimoniando un sincero affetto per la storia ultracentenaria del giornale. Che nei decenni ha accompagnato l’evoluzione della società toscana, raccontandone le comunità e le loro vicissitudini.

Le parole più belle e dirette sono quelle con cui Ceroni dice che il Tirreno è un «giornale che serve ai governati, non a chi governa». Cogliendo lo spirito di una testata ma che anima in generale il giornalismo più genuino e indipendente. Un riconoscimento che vale oro in un momento in cui troppi confondono il giornalismo con l’ossequio al potere. M.F.

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