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Cinelli in allarme «Camper e auto si fermano qui Sos alle autorità»

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MAGLIANO. Il rave party tra Grosseto e Viterbo fa discutere. Soprattutto i sindaci maremmani “di confine”. E c’è chi teme che il turismo possa risentirne. La sensazione è che la carovana festante – anche troppo – dei partecipanti alla festa abusiva rischi di mettere in fuga i visitatori che hanno scelto la maremma per godersi un po’ di tranquillità. Così il sindaco di Magliano, Diego Cinelli.

«Camper e auto sul territorio provenienti dal rave party concluso nel viterbese stanno affollando il territorio di Magliano. Sono preoccupato e chiedo la massima attenzione alle autorità competenti. I turisti sono in allarme – dice Cinelli – e anche molti esercenti locali e cittadini. Molte di queste persone sono in evidente stato di alterazione. Mi unisco ai sindaci di Pitigliano, Sorano e Manciano che per primi hanno denunciato il disagio. Spero che non si registrino anche a Magliano le stesse ripercussioni con turisti in fuga. Già siamo in un periodo difficile, in cui le nostre strutture stanno rialzando la testa, ritrovarci con decine di auto e di camper con gente “sbandata” è inconcepibile».

Cinelli ritiene che qualcosa non abbia funzionato nella fase di prevenzione. «Mi viene riferito che da giorni girasse sul web e sui social l’organizzazione di questo evento – dice il sindaco di Magliano –, si sono occupati abusivamente dei terreni con dei tir che su quelle strade non passano certo inosservati. Sono arrivate migliaia di persone, che evidentemente sapevano dove sarebbero dovute andare, possibile che nessuno al di là del confine toscano si sia preoccupato di fermare questo evento? » .

«Dall’Amiata a Mezzano il rave è servito», intervengono così gli esponenti di Fratelli d’Italia Guendalina Amati e Bruno Ceccherini, responsabile dell’Amiata e coordinatore provinciale Grosseto di FdI. Dal pomeriggio del 14 agosto fino alla sera di ferragosto sull’Amiata si è svolto un rave non autorizzato, a cavallo tra le province di Siena e Grosseto, tra il Primo Rifugio e la Pescina, nel comune di Seggiano. «Le forze dell’ordine, drasticamente diminuite nel corso degli anni da tagli scellerati operati sulla sicurezza, si sono ritrovate a dover fare da cordone a diecimila persone, senza possibilità d’intervento, dovendo subire in silenzio le mancanze della politica. Solo oggi (ieri per chi legge), dopo sei giorni, il ministro Lamorgese e il governo si sono degnati d’intraprendere una mediazione con gli organizzatori del rave di Mezzano e decidendo per l’invio della celere, ma ci rendiamo conto di cosa significa un lasso di tempo così lungo? ».

Gruppi più o meno numerosi «si sono spostati a Pitigliano, Sorano e alle cascate di Saturnia, con i ripercussioni negative a livello economico e sanitario».

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