Lutto
Ceroni, l’economia e i vizi della politica Analisi e proposte per il territorio
L’ex manager di importanti aziende nazionali ha raccolto ed elaborato le proprie esperienze
il libro
Lunedì 9 agosto a Cinigiano è stato un giorno di festa per la piccola comunità amiatina, accorsa in piazza Marconi per ascoltare Claudio Ceroni all’ombra della torre dell’orologio.
A fornire l’occasione, la presentazione del suo libro “Ripartiamo da qui – Cara politica, ti scrivo”, edito per i tipi di Effigi, con Ceroni intervistato dal giornalista Gabriele Baldanzi, intercalati nella loro chiacchierata dalle azzeccate letture teatrali dell’attrice Laura Sbrana Adorni, che ha recitato con bravura delle riduzioni tratte dalle pagine del libro.
Va detto subito che il volume di Ceroni è molto più della semplice biografia di un uomo che nella vita è partito dal piccolo centro sulle pendici dell’Amiata per fare esperienze di vertice nella pubblica amministrazione, di dirigente politico e infine di manager in importanti aziende pubbliche e private. Uno di quei cursus honorum tipici del secolo precedente che testimoniavano tappe di un’evoluzione culturale e delle competenze, figlie dell’impegno e dello studio.
A settant’anni Ceroni ha deciso di fare tesoro di quest’esperienza, affrontando la sfida di un libro con l’intento di guardare al futuro e di offrire al lettore un punto di vista originale sulla prospettiva economica e sociale dell’Italia e della provincia di Grosseto. Lo fa cambiando più volte registro, passando dalla narrativa, nelle prime cento pagine, a quella analitica e infine cimentandosi in una pars construens su cosa bisognerebbe fare per rilanciare il nostro Paese, con un occhio di riguardo al territorio e le sue comunità.
Il libro di Ceroni – scrive Baldanzi nella sua prefazione – è «un capolavoro di semplicità in cui s’intrecciano cronache e opinioni, la crescita di un uomo che ha potuto decidere, in alcuni settori, i destini di un territorio, che non si sottrae alle responsabilità, che evidenzia contraddizioni e vizi della politica, pur facendone parte. Giudizi che, però, non risultano mai sprezzanti o, peggio, definitivi. Parole, che, agli occhi del lettore attento, hanno sempre un collegamento, un filo rosso, con la saggezza e la concretezza delle origini: il paese, la strada».
Massimiliano Frascino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
