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Bacini di San Giovanni sicuri Ecco il progetto firmato Eni

Alfredo Faetti

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Alfredo Faetti

gavorrano. Il passato industriale di Gavorrano è ancora presente nei terreni che circondavo le cave e c’è il rischio che possa ripresentarsi improvvisamente, creando non pochi danni.

Ma la società che oggi è a capo di quella fetta di passato minerario vuole muoversi in anticipo, mettendo in sicurezza una zona che si presenta a rischio esondazione.

La società è Eni Rewind e la fetta di passato minerario è costituita dagli ex bacini di San Giovanni.

Siamo nella zona della frazione di Filare, lungo la strada che dal paese scende fino a collegarsi con la provinciale che porta al Puntone.

Ai lati di queste caseggiate, in terreni classificati appunto a rischio esondazione, è presente materiale inquinato, frutto delle vecchie lavorazioni che lì si consumavano. A oggi non rappresenta alcun pericolo, visto che la messa in sicurezza si è conclusa già diversi anni fa, ma c’è il rischio che un’ondata impetuosa d’acqua (una piena insomma) possa portarlo a valle. Rischio che si concretizza nel Fosso San Giovanni e nella possibilità che possa andare in piena. Ecco allora la mossa d’anticipo di Eni Rewind, che ha presentato alla Regione Toscana un progetto per la messa in sicurezza degli ex bacini minerari. Il progetto Eni comporta la sistemazione idraulica del tratto di monte dell’alveo del Fosso San Giovanni, finalizzata al contenimento dell’intera portata di piena, e la realizzazione di uno scolmatore. A questo si aggiungerebbe una cassa di laminazione capace di neutralizzare le piene del fosso San Giovanni e destinata a nascere a valle, all’intersezione tra la strada del Filare e quella del Puntone, oppure a monte, direttamente all’interno degli ex bacini minerari. Altre aree facenti parte degli ex bacini saranno sottoposte a capping, cioè verranno ricoperte con teli di materiale sintetico sui quali a loro volta verrà riportato terreno utile al successivo inerbimento. Questo permetterà un recupero anche paesaggistico dell’intera zona. Nelle schede presentate in Regione, la società definisce così l’intervento: «La messa in sicurezza dell’area di bonifica prevede la sistemazione idraulica del Fosso San Giovanni, che allo stato attuale in condizioni di piena esonda in modo incontrollato all’interno dei bacini minerari con possibile asportazione di materiale inquinato oltre che potenziale rischio per la stabilità dell’argine di ritenuta. Gli interventi di variante previsti dal progetto in esame sono finalizzati alla messa in sicurezza dell’area dei bacini, ma senza aggravio del rischio idraulico rispetto alla situazione attuale». Secondo l’iter previsto in questi casi, il progetto dovrà ora essere esaminato, entro 75 giorni, dalla Regione, che dovrà decidere se sia necessaria, per un giudizio definitivo, una procedura complessa come la Valutazione d’Impatto Ambientale. Il progetto ricade nel comune di Gavorrano, ma – come si legge nell’avviso pubblicato dalla Regione sul proprio sito – può interessare a livello di impatti anche il confinante comune di Scarlino, che dunque ha facoltà di presentare osservazioni, il termine per la presentazione delle quali scade il 9 settembre.

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