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Creduto morto, tempestato di telefonate La giornata surreale vissuta da Danilo Piani
GROSSETO. Giornata surreale quella vissuta ieri dal noto parrucchiere in pensione Danilo Piani.
Mentre si trovava a trascorrere qualche ora serena al fresco dell’Amiata ha scoperto suo malgrado che nelle stesse ore in città stava circolando la notizia della sua scomparsa. Ed è stata la telefonata di una cugina a metterlo in allerta e a fargli scoprire cosa stesse succedendo in sua assenza. «Ero in montagna con mia moglie Mariella – dice Danilo – quando mi chiama una cugina che si chiama come mia figlia. La sento felice di trovarmi in salute e dopo un po’ scopro anche il perché. Sua sorella Paola aveva ricevuto una telefonata da una persona di Grosseto che aveva saputo a sua volta che alla stanza mortuaria c’era un certo Danilo Piani ed era rimasta molto male».
La notizia del presunto decesso corre sul filo del telefono e arriva fino alle orecchie del signor Piani, dato appunto per defunto. Non solo: già altre due volte nella sua vita, peraltro segnata da lutti veri come la tragica e prematura perdita del figlio Simone, Danilo si è trovato in una situazione simile. Ed è questa forse la parte incredibile della storia. «Avevo uno zio che si chiamava Danubio e viveva in America – racconta il parrucchiere – Quando venne in Italia si fece cambiare il nome perché non gli piaceva e scelse Danilo. Purtroppo quando venne a mancare i concittadini leggevano i manifesti e pensavano che fossi io il defunto. Mi toccò farli riscrivere perché non ci fossero più fraintendimenti». Un’altra volta è invece un fatto di cronaca che ha avuto per protagonista e vittima un suo collega a ingenerare il malinteso. «Ero sulle Dolomiti con mia moglie – dice Danilo – e i giornali uscirono con la notizia che era morto un noto parrucchiere di Grosseto. Molti in quell’occasione pensarono che fosse successo a me». Difficile sapere come sia nato ieri l’errore sulla presunta morte di Piani che, dopo qualche attimo di comprensibile smarrimento e sconcerto, con grande pragmatismo ha chiamato l’obitorio di Grosseto per sapere se si fosse verificato un caso di omonimia e per capire cosa potesse essere successo. Ma il mistero rimane.
S. L.
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