Trasporti
Poderi Pian d’Alma Comitato all’attacco
I concessionari lamentano grande incuria del patrimonio Gestito dalle Bandite, beneficia di finanziamenti regionali
SCARLINO. Ormai praticamente tutte le settimane il comitato poderi di Pian d’Alma non manca di far sentire la propria voce in merito alle segnalazioni che da due anni sta portando all’attenzione di Comune e Regione in merito al patrimonio gestito dalle Bandite di Scarlino. Il comitato descrive una situazione di difficoltà che si trascina ormai da anni e che ha radici molto profonde oltreché un ventaglio di questioni aperte, secondo il comitato, e tutt’ora di difficile risoluzione.
«Le nostre segnalazioni sono tutte fatte nel tentativo di arginare i danni economici che riteniamo vengano arrecati al patrimonio regionale, alle casse del Comune oltre che a tutti i concessionari del patrimonio da una gestione che riteniamo non oculata – spiega il comitato presieduto da Anselmo Florini – Il silenzio perdura ormai da troppo tempo, l’ultimo episodio riguarda la mancata informazione sulle variazioni di bilancio approvate a maggioranza nell’ultimo consiglio comunale».
Scendendo più nello specifico, il comitato di Pian d’Alma elenca quelli che sono gli interventi non eseguiti negli anni, anche in quelli che precedono l’attuale amministrazione scarlinese, e che starebbero generando, secondo i concessionari, danni erariali. «Il patrimonio gestito dalle Bandite – continua Florini a nome del comitato – nonostante gli specifici finanziamenti della Regione, è in uno stato di incuria e la scarsa manutenzione ha fatto sì che le risorse produttive, come il patrimonio boschivo con i relativi parchi, sono diventate potenziali pericoli: pensiamo alle possibili esondazioni, incendi, crolli delle alberature che possono mettere in pericolo la percorribilità delle viabilità carrabili e dei sentieri ciclo-pedonali presenti».
Risalgono invece più indietro nel tempo i mancati interventi su alcune unità poderali come «il censimento al catasto fabbricati che doveva essere fatto entro il settembre 2012 – conclude il comitato – la sostituzione di coperture in eternit che limitano l’utilizzo dei beni in concessione, il rifacimento delle strutture danneggiate dagli agenti atmosferici il 29 ottobre 2018. Sono tutte carenze – conclude il comitato – che limitano drasticamente l’utilizzo dei beni in concessione sino al punto di mettere a rischio la redditività aziendale rendendo impossibile la corresponsione dei canoni, aumentati fra l’altro in maniera esponenziale tanto da far sospettare l’intento di alienare le stesse unità poderali».
M.N.
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