Il Tirreno

Grosseto

pitigliano  

In 8mila al rave party illegale ai confini di Pitigliano e Sorano, cittadini e sindaci in allarme

Ivana Agostini
Ecco una delle immagini riprese dall’alto della zona del rave party nel Viterbese al confine con Pitigliano
◗
Ecco una delle immagini riprese dall’alto della zona del rave party nel Viterbese al confine con Pitigliano

È in corso dal 13 agosto a pochi chilometri dai comuni del tufo e andrà avanti ancora. Trovato morto un giovane, altri due soccorsi per coma etilico. Timore per i contagi

3 MINUTI DI LETTURA





PITIGLIANO. Sono circa 8mila i giovani che dal 13 agosto stanno partecipando a un rave party non autorizzato nell’Alta Tuscia, al confine con Pitigliano e non lontano anche da Sorano. Siamo in una proprietà privata, occupata senza autorizzazione, non lontana dal lago di Mezzano.

Dal 13 agosto sono arrivati a gruppi di centinaia – c’è chi dice da tutta Europa – poi hanno montato un mega impianto per la musica e hanno dato avvio ai festeggiamenti. Lungo la strada regionale 74, che porta alla zona del rave, ci sono ormai posti di blocco. Alcuni mezzi – per lo più camper – vengono fermati e in molti però procedono a piedi destinazione. Che nell’aria ci fosse qualcosa l’avevano capito – già prima di Ferragosto – alcuni albiniesi, che avevano visto frotte di giovani scendere da camper e fermarsi nei supermercati a fare incetta di alcolici.

La musica che proviene dal luogo del rave è talmente assordante che a Montebuono, la frazione di Sorano verso Castell’Azzara, di notte non si chiude occhio. Il terreno sul quale i ragazzi si sono radunati è un tappeto di rifiuti. Il sindaco di Sorano, Pierandrea Vanni, in un colloquio ieri con il capo di gabinetto della Prefettura, ha manifestato la forte preoccupazione sua e degli abitanti di Sorano per i pesanti riflessi del rave party. Vanni ha chiesto «un monitoraggio costante e diffuso delle forze dell’ordine, oltre a quello dei carabinieri locali, sul territorio del Comune per prevenire spiacevoli situazioni e per rassicurare i cittadini». Il capo gabinetto ha rassicurato il sindaco sul monitoraggio.

La preoccupazione sale anche dopo la notizia di una tragedia: un giovane inglese che era scomparso dopo essersi tuffato nel lago, è stato ritrovato senza vita ieri pomeriggio nelle acque del lago, a poche centinaia di metri dal terreno scelto per la festa no stop. Due invece sarebbero i giovani già soccorsi per coma etilico.

Da Sorano a Pitigliano i cittadini si chiedono quando finirà questo delirio. Due sono le ipotesi: secondo la prima, la festa dovrebbe finire domani; la seconda ipotesi è invece più inquietante: potrebbe avere la durata di dieci giorni.

Il disagio che la presenza delle migliaia di giovani sta creando anche oltre il confine del Viterbese potrebbe durare ancora a lungo. Insieme a Vanni è preoccupato anche il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili: «Un senso di impotenza e di stizza assale i cittadini e le istituzioni in questo momento – dice l’amministrazione comunale – Il rave party organizzato illegalmente nell’Alto Lazio, al confine con il comune di Pitigliano, desta preoccupazione, soprattutto per le possibili conseguenze di ordine pubblico e di carattere sanitario (alla luce del rischio contagio da coronavirus, ndr). Siamo dispiaciuti per il disagio che stanno vivendo le famiglie e i titolari e gli ospiti degli agriturismi delle zone vicine a cui porgiamo la nostra vicinanza. Proseguiamo il contatto costante con le forze dell’ordine e con i sindaci dell’Alto Lazio, che stanno monitorando costantemente la situazione. Se è vero che in questo momento è oggettivamente complesso reprimere, ci auguriamo che alla fine di tutto siano puniti i responsabili e buona parte dei partecipanti anche come segnale nei confronti di chi, con fatica, sta rispettando le tante regole a cui siamo giustamente sottoposti in questo periodo».

Parole dure arrivano anche dall’assessora macianese Valeria Bruni: «Alle istituzioni – dice – si chiede di far rispettare le regole, alle forze dell’ordine di multare chi non rispetta le distanze, si stimola tutti a vaccinarsi, a fare attenzione agli assembramenti nei concerti o nei convegni. Poi improvvisamente, in un territorio poco conosciuto, agricolo, vicino a oasi e parchi archeologici ci svegliamo con un assembramento di mezzi e di uomini che arrivano da tutto il mondo, che decidono di invadere una proprietà privata, e di fare tutto ciò che vogliono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa