Sicurezza
La gente vuole aiutare i figli della vittima
MONTEROTONDO MARITTIMO.
Il femminicidio di Monterotondo Marittimo è salito alla ribalta delle cronache nazionali. La storia di Silvia Manetti, uccisa con una coltellata dal fidanzato – Nicola Stefanini – nella notte tra mercoledì e giovedì, ha toccato il cuore di molte persone. E non solo degli abitanti del piccolo paese collinare nella provincia grossetana. La risonanza è stata forte, e si è estesa a diverse zone della Toscana. A confermarlo è il sindaco di Monterotondo, Giacomo Termine, che racconta di una lunga scia di solidarietà che si è materializzata subito dopo la notizia dell’omicidio. «Molte persone hanno contattato il Comune chiedendo di aiutare i due figli della vittima (entrambi minori, nati dal matrimonio di Silvia con uomo che successivamente è morto a causa di una malattia, ndr), che sono rimasti soli e che sono stati affidati all’attenzione dei servizi sociali».
Un’ondata di offerte di supporto che ha sorpreso anche il primo cittadino. «Onestamente siamo rimasti colpiti – prosegue Termine – , dalla generosità della gente, anche tanti residenti nel paese che hanno a cuore la sorte dei ragazzini e vogliono assicurare loro una vita serena, per quanto possibile dopo la tragedia che li ha riguardati».
Una comunità che soffre, quella di Monterotondo, e che ieri si è riunita nella chiesa del paese per la celebrazione della consueta messa del sabato. Stavolta, però, la cerimonia ha assunto un tratto particolare. È stata dedicata a Silvia Manetti, d’accordo con i parrocchiani.
T.S.
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