Il dolore
Cocaina nell’abitacolo, convalidati gli arresti Un divieto di dimora
Magliano in toscana. Il giudice Sergio Compagnucci ha convalidato gli arresti di Arber Kasa, 27 anni, Astrit Bengu, 24 anni, entrambi albanesi, e di Mohamed Tijani, 46 anni, di nazionalità marocchina: sull’auto su cui viaggiavano c’erano venti incarti di cellophane per 17 grammi di cocaina. Il giudice ha ritenuto però di applicare una misura (il divieto di dimora in provincia di Grosseto) al solo Tijani, dopo aver riqualificato il fatto come ipotesi lieve.
I tre erano stati fermati dai carabinieri di Magliano in Toscana il 10 agosto: i tre erano su una Land Rover lungo la provinciale 160 Amiatina e ai militari avevano dichiarato di essere in cerca della strada di Colle Lupo, una spiegazione che era stata ritenuta non convincente perché i due albanesi, operai agricoli, sono in zona da più di un anno e conoscono il territorio (e sanno quindi che Colle Lupo è altrove). I carabinieri si erano insospettiti anche quando i due avevano dichiarato che Tijani, residente a Torino, era un loro collaboratore: la forza lavoro è formata solo da loro connazionali. Sotto al sedile anteriore destro una confezione con 17 involucri, sul tappetino posteriore destro (dove c’era Tijani) altri tre incarti. I tre erano stati arrestati.
Al giudice Bengu e Kasa hanno spiegato che era la prima volta che si rifornivano di droga da Tijani, che era stato appositamente contattato e fatto salire sull’auto: cercavano hashish ma Tijani non lo aveva e tutti insieme si erano messi in movimento per andare da un altro spacciatore conosciuto dal marocchino. In questo momento era arrivato il controllo dei carabinieri, nel corso del quale Tijani era risultato oggetto di un ordine di carcerazione del maggio scorso per una precedente condanna. Dichiarazioni ritenute credibili, nota il giudice, quelle dei due albanesi. Non credibile è invece apparso Tijani che, pur avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha spiegato che la droga era per uso personale. Secondo il dottor Compagnucci sicuramente la cocaina era di Tijani.
Quest’ultimo, straniero, senza un lavoro stabile, potrebbe ripetere l’attività di spaccio, unica sua fonte di sostentamento. E per questo motivo ha deciso la misura cautelare per lui soltanto.
Difese avvocati Michele Costa, Alessandro D’Amato e Basilio Foti.
P.S.
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