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Area ex Foro Boario «Resta il contenzioso con l’ente camerale»

Ok al progetto di riqualificazione della Camera di Commercio che non ha riverberi però sul fronte della maxi penale

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grosseto. Con una recente delibera, la numero 299 del 4 agosto, la giunta Vivarelli Colonna ha dichiarato ammissibile – ma anche in linea con le strategie di governo del territorio comunale – la proposta di riqualificazione dell’area dell’ex Foro Boario presentata dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno il 30 luglio 2021, che sostituisce – tiene a sottolineare l’Amministrazione comunale – quella che era stata presentata a maggio 2020 dall’ente camerale.

Tale delibera, che sarà sottoposta al vaglio del consiglio comunale, e che è considerata di pubblico interesse da parte dell’Amministrazione comunale in quanto «dà la possibilità al Comune di valorizzare una parte della struttura trasformandola in edilizia residenziale sociale», non ha alcun riverbero, spiega una nota degli uffici civici, sul contenzioso che sussiste tra Comune e Camera di Commercio per cui penderebbe sull’ente camerale una penale da un milione e 200mila euro per non aver abbattuto e riedificato il palazzo camerale di via Cairoli realizzando la nuova sede all’ex Foro Boario. «Come emerge invece dal titolo dell’articolo pubblicato nell’edizione del Tirreno del 13 agosto – sottolinea una nota del Comune – non c’è nessun accordo che elimina contenziosi precedenti o in essere tra i due enti eliminando penali che fanno riferimento a un’altra vicenda che ha il suo percorso nelle sedi di riferimento». Già nel novembre 2019, però, l’auspicio dichiarato dal presidente Riccardo Breda sulle nostre pagine era proprio quello di trovare un accordo per sanare il contenzioso anche mediante un impegno progettuale.

Tornando alla delibera, c’è un punto (il quarto) in il Comune esplicita l’auspicio che la proposta di riqualificazione presentata dall’ente camerale «venga implementata con l’offerta definitiva e irrevocabile di cedere gratuitamente al Comune l’area di proprietà camerale individuata nella proposta come unità minima di intervento n. 1».

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