Sicurezza
Mura, cancellate attive da fine settembre Ancora da sciogliere i nodi sugli orari
I varchi potrebbero essere chiusi ma solo di notte. Agresti: «Valutazioni in corso». Procede il recupero della Cavallerizza
Elisabetta Giorgi
GROSSETO. La Cavallerizza sarà pronta a fine settembre, i lavori procedono per il verso giusto. La riqualificazione è in corso. Due cancellate sono già pronte, ovvero quella di piazza del Sale e di piazza Esperanto lato Portavecchia, mentre la terza (che si affaccia sui giardini di via Ximenes) sarà montata nei prossimi giorni.
C’è una data. Il magnifico spazio in centro storico, da tempo preda del degrado, sarà riconsegnato alla città il 23 settembre. La ristrutturazione gode della sorveglianza della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo (funzionario di zona Vanessa Mazzini); il direttore dei lavori è l’architetto Stefano Sagina.
Mormorii e alcune polemiche sono nate, in queste settimane, riguardo alla “chiusura” delle mura; a storcere il naso è stato tra gli altri un residente del centro che andando a fare una passeggiata di prima mattina ha detto di aver trovato «sul camminamento un primo grosso cancello metallico montato presso la Cavallerizza e un secondo montato all’ingresso Mura da Piazza del Sale, il che impedisce totalmente di continuare la passeggiata circolare». Il suo timore, anche nel «condividere parzialmente l’intento (dichiarato) di questa amministrazione comunale di voler sottrarre il monumento al degrado attuale», è quello che «si limiti le libertà dell’intera collettività a usufruire del camminamento sulle Mura. Dico limitato in quanto, una volta terminati i lavori – dice lui – verrà installato al posto della rete metallica che annuncia il cantiere un terzo cancello in modo che l’intera area della Cavallerizza verrà chiusa e fruibile solo in una determinata fascia oraria, verosimilmente assai circoscritta. Non si capisce il perché si voglia impedire un camminamento circolare come avviene in tutte le città dotate di una simile meraviglia (vedi Siena, Lucca). Non regge la motivazione della sicurezza in quanto, dopo gli investimenti pubblici delle telecamere e dell’illuminazione, da tempo fortunatamente non sentiamo più episodi di cronaca, facendosi vanto amministrativo di aver restituito questo bene alla fruibilità dell’intera collettività sottraendola definitivamente al degrado e all’insicurezza».
Le perplessità del cittadino sono un sentire comune a tanti. Ma intanto l’assessore con delega alle Mura Luca Agresti chiarisce subito come trattasi di «area di cantiere», per cui al momento gli spazi intorno alla Cavallerizza sono chiaramente chiusi, ma poi «i camminamenti saranno sempre aperti e fruibili» una volta che il cantiere sarà concluso. I cancelli saranno probabilmente chiusi in orari notturni ma al momento è tutto in fieri, il “come” e “quanto” è tutto da valutare e decidere. Il nodo sta qua. È in corso un confronto con alcuni soggetti interessati (abitanti, commercianti) per arrivare il più possibile a scelte condivise. Fa eco ad Agresti l’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale, che spiega come i cancelli rappresentino al momento «un’opportunità» e una facoltà che l’amministrazione comunale ha messo in campo; andrà visto in concreto se, come e quando procedere alle chiusure notturne. A questo penserà L’Istituzione Le Mura (che gestisce il monumento), dice Megale.
I lavori vanno avanti, il recupero procede, le cancellate sono comparse insomma; ma a parte la questione edilizia e “strutturale”, il nodo importante sarà quello “gestionale”. Per l’architetto Sagina si tratta di trovare un equilibrio tra le esigenze di gestione, controllo e tutela del monumento (già terra di nessuno e preda di spaccio e degrado) e la volontà di non creare malumori e percezioni di chiusure. L’idea, dice, «è quella di trovare un sistema che consenta di tutelare il bene senza togliere nulla al cittadino, magari sognando di tenere le nostre belle mura sempre aperte. Mi pare che stiamo andando in questa direzione, non c’è alcuna volontà di vessare nessun cittadino, ma solo quella di difendere una parte della città che intanto è una delle poche città murate di cui godiamo, una grande eccellenza che deve essere difesa e valorizzata». Perché il punto vero del recupero del centro è anche e soprattutto quello “identitario” quello di far tornare nella città l’orgoglio di avere un monumento così importante e quel senso di comunanza che è venuto a mancare; perché come diceva Marc Augier, cita Sagina, «un luogo che non ha identità è come se non esistesse; è un non luogo»; è questa la scommessa da cui ripartire.
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