Toscana
Il fidanzato-assassino e quei post sui social «Contro ogni tipo di violenza sulle donne»
Nicola ha ucciso la compagna con una coltellata alla gola, ma solo poco tempo fa aderiva alle campagne col fiocco rosso
Tommaso Silvi
MONTEROTONDO MARITTIMO.
Era il 24 novembre 2018. Nicola e Silvia stavano insieme da poco più di tre mesi.
“Un fiocco rosso contro la violenza sulle donne”. È il messaggio che Nicola Stefanini, 48 anni, decise di pubblicare sulla propria bacheca Facebook. Da far vedere a tutti i suoi amici virtuali. Ora, a rileggere quel post vengono i brividi. Perché Nicola è in carcere a Grosseto. Silvia Manetti, 45 anni, originaria della provincia di Firenze, è all’obitorio di Siena. Lui l’ha ammazzata con una coltellata alla gola, forse più di una. Lo ha fatto nella notte tra mercoledì e giovedì, mentre tornavano a casa – a Monterotondo Marittimo – dalla cena a Gavorrano per festeggiare i tre anni di fidanzamento.
Ieri Nicola davanti al giudice per le indagini preliminari ha pianto. Lo ha fatto per tutto l’interrogatorio. Dicendo che non ricorda di aver ammazzato la compagna. E piangeva anche subito dopo l’omicidio, quando ha composto il 112 dal cellulare e ha pronunciato quella frase tremenda. «Venite – ha detto alle forze dell’ordine – ho ucciso la mia ragazza».
Era sotto choc. Faceva avanti e indietro a piedi vicino al suo Doblò parcheggiato con le quattro frecce sulla statale 398, in mezzo alla campagna. Con Silvia morta e piena di sangue sul sedile del passeggero. Prima i messaggi contro la violenza, poi quella coltellata – con una lama di 15 centimetri – a spezzare la vita della donna che diceva di amare. Il tema della lotta alla violenza era ricorrente nell’attività sui social di Nicola Stefanini.
Il 24 febbraio 2019 sposava– attraverso la pubblicazione di una fotografia di una cicogna e un fiocco bianco – la campagna contro la violenza sui bambini. Due, di bambini, quelli di Silvia, nati nel 2007 e nel 2011, avuti da una relazione precedente, prima di rimanere vedova, ora non hanno più la mamma. Ed è solo colpa di quella coltellata mortale partita dalla mano di Nicola. Monterotondo ora è un paese frastornato. Nicola e Silvia ci abitavano dall’estate 2020. Il femminicidio ha scosso la popolazione. Anche negli altri comuni della provincia. Come Scarlino, dove l’assessora alle Pari opportunità, Silvia Travison, interviene sulla terribile vicenda. «Un dramma che ci ha sconvolto profondamente, anche perché come Scarlino, Monterotondo è una piccola realtà della provincia di Grosseto. Vogliamo esprimere le nostre condoglianze – dice Travison – alla famiglia della vittima e confermare il nostro impegno nel promuovere tutte le azioni necessarie per contrastare la violenza sulle donne».
E il delitto di Silvia è al centro del messaggio che arriva dalla Regione. In particolare dall’assessora alle Pari opportunità, Alessandra Nardini: «La scia di orrore e violenza si allunga in Toscana. A essere uccisa da un uomo, il compagno, è l’ennesima donna, una mamma. La violenza contro le donne è un fenomeno contro cui dobbiamo davvero mettere in campo ogni sforzo, a partire dalla promozione della cultura del rispetto e della parità». © RIPRODUZIONE RISERVATA
ALTRo SERVIZIo A PAG. 8
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
