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Grosseto

la città che cambia 

Capannoni e depositi sui terreni verdi Ecco il futuribile polo a Grosseto nord

Giovanna Mezzana
Capannoni e depositi sui terreni verdi Ecco il futuribile polo a Grosseto nord

Proprietari di lotti vogliono realizzare insediamenti artigianali e commerciali: il Comune accoglie le richieste in un dossier

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Giovanna Mezzana

grosseto. Nel futuro della città si prevede un poderoso sviluppo “produttivo” – artigianale ma anche commerciale – di aree che oggi non sono edificate. Dove? Allo svincolo Grosseto nord che immette sulla quattro corsie. Qui, su una vasta area non ancora urbanizzata, un domani potrebbero sorgere capannoni artigianali, depositi commerciali e una piattaforma logistica se dovessero andare in porto previsioni, frutto per lo più di richieste di privati possessori di terreni in quella zona, e che l’Amministrazione comunale ha già deciso di inserire nel dossier degli interventi da sottoporre alla co-pianificazione che dovrà svilupparsi tra Regione e Comune, come prevede la Legge urbanistica della Regione, la 65/2014. Parliamo di uno dei dossier che accompagnano l’avvio del procedimento – varato a fine 2019 – per il nuovo Piano strutturale, “legge-cornice” che include le ipotesi che potranno avverarsi secondo i criteri operativi fissati dal Piano operativo, il cui procedimento di formazione è stato avviato con la delibera della giunta comunale n. 90 del 5 agosto. Rinnovando il Piano strutturale e il Piano operativo, del resto, il comune di Grosseto si sta dotando dei nuovi strumenti urbanistici con cui disegnare il futuro della città.

Le carte

Tale dossier è costituito da 96 schede di proposte di interventi di natura non residenziale (niente case né appartamenti) che arrivano per lo più da richieste e desiderata di privati – che hanno aderito a un bando aperto a suo tempo dal Comune – e che devono ottenere il benestare della Conferenza di co-pianificazione perché o riguardano aree fuori dal perimetro del territorio urbanizzato o riguardano grandi strutture di vendita (come i centri commerciali). Ebbene, passando in rassegna “tali schede di co-pianificazione” – che arrivano da una scrematura fatta dall’Amministrazione comunale e che poi sono state approvate a maggioranza dal consiglio comunale – si scopre che cosa in futuro potrebbe nascere intorno allo svincolo Grosseto nord: parliamo di quattro interventi.

poponaio e poggetti

In località Poponaio, in una vasta area che – imboccando il raccordo si trova sulla sinistra del guidatore (nella cartina è circondata di rosso) – i proprietari chiedono di poter realizzare un’area di 29mila metri quadrati (quindi decisamente amplia) per attività artigianali e altri 29mila mq per attività commerciali; nella scheda di co-pianificazione (la n. 7) viene ammessa la richiesta di 29mila metri quadri a destinazione industriale artigianale e 29mila mq a destinazione commerciale all’ingrosso, si legge «deposito». In località Poggetti Nuovi, accanto al primo intervento descritto, se ne prevede un altro (nella cartina l’area interessata è circondata di blu), per cui i proprietari dei terreni chiedono di realizzare una piattaforma logistica al servizio della filiera agroalimentare per circa 20mila metri quadri; nella scheda di co-pianificazione (la n. 24) viene ammessa la richiesta di poco più di 19mila mq a destinazione industriale-artigianale. Sulla vecchia Aurelia in direzione Braccagni c’è un’altra area (circondata di rosa nella cartina) per cui i proponenti chiedono la riconferma di una vecchia previsione urbanistica, non realizzata e che non sarebbe più realizzabile – per diktat della legge regionale – perché fuori dal margine urbano: obiettivo, un insediamento artigianale con finalità di logistica leggera; è la scheda n. 50 in cui vengono ammessi 20mila mq di destinazione industriale-artigianale.

l’area del comune

C’è poi l’ipotesi più interessante, in località Poponaio ma in questo caso l’area si trova a destra del guidatore imboccando lo svincolo (area verde nella cartina). Qui c’è un lotto assai esteso– che parrebbe di proprietà del Comune – in cui si prevederebbe la creazione di un’area produttiva, artigianale-industriale– tramite piano di insediamenti produttivo – di ben 45mila metri quadri. Che ci siano richieste da parte di imprenditori giunte all’indirizzo dell’Amministrazione comunale? Sarebbe augurabile.

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