Il Tirreno

Grosseto

gaglianone (olympia de gouges) 

«Donne, non abbiate paura Venite ai centri antiviolenza»

Pierluigi Sposato

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GROSSETO. Gli appelli antiviolenza si moltiplicano, le denunce crescono, la diffusione della consapevolezza aumenta. Eppure…

«Eppure – dice Sabrina Gaglianone, presidente dell’associazione antiviolenza Olympia De Gouges – è la triste realtà anche di questo 2021. L’anno scorso, pressappoco in questo stesso periodo, il femminicidio di Capalbio. Nonostante tutto il grande lavoro, ogni volta ci ritroviamo questo tributo di sangue sulle spalle».

E ogni volta l’appello non può che essere il medesimo: «Sì, innanzi tutto lasci che io esprima la mia solidarietà ai figli, alla famiglia e a tutta la comunità di Monterotondo Marittimo. Io dico che non bisogna mai aver paura di rivolgersi ai centri antiviolenza, quando si cominciano a vedere segni di violenza fisica e psicologica. Non bisogna avere paura: ai nostri centri si va in completo anonimato, per raccontare la propria storia nella massima riservatezza. Non vuol dire fare automaticamente denuncia. E qualcosa si può sempre fare».

Paura perché? «Perché si crede di violare qualcosa di intimo, la privacy. Perché si fa fatica a credere che un rapporto così profondo come può essere quello amoroso, culminato in un matrimonio magari, possa trasformarsi in qualcosa di terribile. Perché si crede che certe cose accadano sempre agli altri. E invece noi donne dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo tutelarci: sono cose che posso accadere, possono accadere anche a noi. E aggiungo un particolare: è difficile che queste situazioni possano manifestarsi all’improvviso».

Gaglianone apprende dal cronista che l’altra sera la coppia Stefanini-Manetti era andata fuori a cena per celebrare il terzo anniversario di convivenza: «Non sapevo. Queste ricorrenze, parlo in generale, sono l’occasione per fare un bilancio: e se c’è una crepa… Però non voglio dire nulla, lasciamo che siano i carabinieri e la magistratura a dare spiegazioni».

Violenze in famiglia, casi in aumento anche in provincia. «Sì, anche perché sono aumentati i nostri punti di ascolto. Nel 2020 abbiamo seguito 140 casi, e più o meno la stessa cifra nel 2019. Diciamo che da molti anni siamo sempre oltre quota cento. Prima c’erano solamente i punti di ascolto di Grosseto e di Orbetello che fanno capo al numero 1522; dal 2009 c’era solo Grosseto. E adesso possiamo contare sui punti di Follonica, Castel del Piano, Capalbio e Manciano, che hanno accresciuto la rete».

Italiane? «Italiane. Ma anche straniere accompagnate con stranieri e straniere accompagnate con italiani. La violenza in questo senso è trasversale».

Anche per l’età? «Diciamo che la percentuale più alta in questo momento è rappresentato dalle donne nella fascia tra i 45 e i 60 anni».

E tornando a Monterotondo Marittimo… «Voglio dire che la nostra associazione è a completa disposizione per organizzare un evento pubblico di sensibilizzazione anche a Monterotondo».

Pierluigi Sposato

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