Il Tirreno

Grosseto

GAVORRANO: la protesta  

Dieci famiglie a secco da dieci giorni «Almeno ci mandino le autobotti»

. El. G.
Dieci famiglie a secco da dieci giorni «Almeno ci mandino le autobotti»

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gavorrano. L’emergenza continua. L’acqua continua a non scendere, dai rubinetti delle case in località Sant’Ansano, nel comune di Gavorrano. A “salvare” gli abitanti sono solo i serbatoi privati; ma prima o poi si esauriranno anche quelli.

Ne avevamo parlato nell’edizione di ieri del Tirreno, dopo che una residente aveva contattato la redazione per raccontare il caso. Una decina di famiglie sono “a secco” da più di dieci giorni; una situazione di emergenza totale che ha portato gli abitanti all’esasperazione, visti anche i tentativi (vani e ripetuti) di contattare AdF per chiedere di riparare quanto prima il disservizio. Ieri è arrivata la risposta dell’azienda, che però non ha convinto affatto i diretti interessati. «Dal 4 agosto – ha detto Acquedotto – l’estesa e complessa rete situata nella zona rurale di Botrelle e Sant’Ansano è stata interessata da alcune problematiche, che sono state via via puntualmente risolte dai tecnici di AdF, con il flusso idrico tornato regolare alle utenze». L’11 agosto è stata avviata «la ricerca di una perdita che sta risultando essere di difficile individuazione: non appena trovata, verrà immediatamente eseguito l’intervento di riparazione. Considerato quanto accaduto, AdF ha già avviato un piano per un puntuale monitoraggio su questa parte di infrastruttura, includendo anche la frequenza di segnalazioni pervenute al call center e la pressione idrica in rete. Una volta raccolti i dati, l’azienda valuterà un eventuale intervento per la sostituzione di alcuni tratti di condotta o l’installazione di apposite apparecchiature idrauliche per regolare la pressione del flusso idrico».

Una risposta (si diceva) che non è piaciuta per niente agli abitanti, i quali ancora ieri mattina continuavano a non avere acqua. «Noi abitiamo qua da 12 anni – dice Anna Maria Roveri, sempre più stanca – e ci sono famiglie che abitano qua anche da oltre 20 anni. La situazione si trascina da molto tempo. Purtroppo siamo abituati da sempre a non vedere acqua dalla cannella, per un problema (pensiamo) di pressione alle condotte, non di perdite; per questo ci siamo dotati a nostre spese di riserve da 3mila litri che però nelle fasi di emergenza acuta come questa finiscono, nonostante le stiamo centellinando. Non è possibile che nel 2021 ci siano ancora famiglie costrette a stare senz’acqua, che è un bene primario, pur pagando regolarmente bollette e servizio idrico. Peraltro, nel contratto di servizio è scritto che l’azienda si impegna in casi come questo a mandare le autobotti, che invece non abbiamo mai visto. Per tutti questi anni siamo stati fin troppo pazienti, vivendo sempre con l’incubo dell’emergenza che incombeva su di noi. Ci siamo dotati di cisterne private a nostre spese, ma anche quelle stanno finendo. Non è vero che alcune problematiche, come ha spiegato AdF, sono state “puntualmente” risolte. E non ci va bene che l’azienda dica che valuterà “un eventuale intervento” per la sostituzione di alcuni tratti di condotta... Come sarebbe a dire “eventuale”? Si sono resi conto che siamo dieci famiglie senza un goccio d’acqua da due settimane, ad agosto a 37 gradi? Messi alle strette prenderemo in considerazione di adire vie legali, intanto abbiamo scritto al sindaco di Gavorrano». El. G.

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di Redazione web