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Dieci anni fa l’addio a Pericci l’artista che scolpì Follonica

M.N.
Dieci anni fa l’addio a Pericci l’artista che scolpì Follonica

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FOLLONICA. Dieci anni fa moriva Ado Pericci, artista e geometra follonichese, scomparso il 9 agosto del 2011 a 101 anni dopo una vita trascorsa in mezzo all’arte, alla bellezza e all’ingegno. Personaggio poliedrico e visionario, sempre in anticipo sulle mode, le tendenze e gli sviluppi della tecnologia, nacque a Montieri ma scelse Follonica fin dai primi anni Cinquanta del secolo scorso come ha ricordato sui social media la figlia Flora in occasione dell’anniversario della sua scomparsa.

Già nel 1930 si fece notare per le sue capacità all’Accademia di belle arti di Siena, passando poi a quella di Carrara brillando per la sua abilità nella creazione di figure scultoree nonostante la giovane età. Dopo la guerra conseguì il diploma di geometra lavorando in Montedison e Montecatini ma senza mai dimenticare l’arte che è stata la sua principale attività dal 1967 in poi quando, in pensione, aprì uno studio a Follonica.

Nel corso della sua vita ha sempre cercato di esaltare la bellezza del golfo immortalandone i tramonti con foto e quadri oltre che con la realizzazione di sculture e opere diventate familiari a generazioni di follonichesi.

La sua opera forse più visibile è stata la “Bella etrusca”, statua realizzata e installata in via Fratti poi distrutta dai vandali. Fra le opere dedicate a Follonica ci sono anche la ricostruzione della pianta della città nell’Ottocento commissionata dal Comune, il ritratto dei Lorena nella biblioteca comunale, la statua di Giuseppe Mazzini nella piazza omonima, il bassorilievo dei maestri fonditori dietro al cancello dell’ex Ilva e il busto del primo sindaco all’interno del palazzo comunale.

Sensibile ai problemi ambientali aveva proposto alla conferenza antincendio di Firenze del 1971 lo spegnimento degli incendi con l’elicottero, bocciato in quella sede in quanto ritenuto pericoloso ma perfezionato nel 1978 e diventato poi realtà trasformandosi in uno dei principali ausili per la lotta al fuoco. Aveva anche ipotizzato e progettato la costruzione di barriere sommerse contro l’erosione della costa follonichese dopo un lungo studio sulle correnti marine del golfo, una sorta di piccolo “Mose” ricurvo e rimovibile per smorzare la forza delle onde e far giungere l’acqua a riva in modo da consentire il deposito e il rinnovo della sabbia.

M.N.

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