Il dolore
Caccia, approvato il calendario Polemica per due specie
Via libera ad abbattere 1.400 tra pavoncelle e moriglioni, che sono tutelate Wwf all’attacco della Regione, pronta a fare ricorso: «Si calpesta la scienza»
Gabriele Baldanzi
GROSSETO. Come ogni anno in questo periodo c’è polemica sulle decisioni della Regione Toscana, che ha approvato nei giorni scorsi il calendario che disciplina lo svolgimento della stagione venatoria.
Le associazioni ambientaliste – in testa il Wwf – si indignano stavolta per la decisione che riguarda il prelievo, seppure contingentato, di pavoncelle e moriglioni, specie dichiarate dall’Unione Europea in grave declino, pertanto tutelate.
Quello al calendario venatorio, in realtà, era stato un via libera scontato, tenendo conto – come sempre – del parere di Ispra e delle esigenze del mondo agricolo: il via agli spari domenica 19 settembre 2021, chiusura prevista lunedì 31 gennaio 2022.
All’interno di questo periodo, il calendario specifica limitazioni di tempi e carnieri per le singole specie.
In Maremma, per esempio, il periodo per la caccia al cinghiale in braccata – negli Atc (Ambiti territoriali di caccia) Grosseto 6 e Grosseto 7 – si articolerà dal 1° novembre al 31 gennaio.
Tornando a pavoncelle e moriglioni, il caso si è aperto dopo l’approvazione del calendario venatorio. Il prelievo di queste due specie, infatti, non era stato inizialmente inserito, forse per evitare che un ricorso potesse bloccare in toto il calendario. La novità è arrivata con un provvedimento specifico a parte, anzi in due.
La giunta Giani ha infatti approvato due separate delibere con cui riapre la caccia rispettivamente e singolarmente a ognuna delle due specie. Il prelievo di pavoncelle e moriglioni, secondo la Regione, non costituisce un fattore di criticità per le due specie, dunque Firenze ne consente la caccia nel periodo compreso tra il 19 settembre e il 31 gennaio.
«Il miglioramento ambientale e la conservazione degli habitat – si legge nella delibera – sono obiettivi legislativi e amministrativi permanenti in Toscana e per perseguirli si usano risorse provenienti dalle quote d’iscrizione agli Atc. Il piano di gestione attuale legittima il prelievo».
Saranno cacciabili, però, un massimo di 1.000 pavoncelle e 400 moriglioni: due abbattimenti al giorno e dieci a stagione per ogni cacciatore. Sarà obbligatorio registrare il prelievo sull’app TosCaccia, immediatamente dopo che si sia accertato l’abbattimento. E la giunta potrà decidere di sospendere la caccia alla pavoncella una volta raggiunta quota 900 abbattimenti. A questo punto le associazioni ambientaliste dovranno fare non un ricorso (già il terzo sullo stesso tema, entrambi i precedenti sono già stati vinti) ma due ricorsi. Due giorni fa è arrivata la dichiarazione di guerra delle associazioni ambientaliste che sono intenzionate a tornare davanti al Tar e ad andare in tutte le sedi idonee per poter fermare una gestione della fauna selvatica che, a loro dire, calpesta la scienza, le istituzioni nazionali e sovranazionali.
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