Attenzione
Petizione per il Black Sun di Punta Ala: «Rivogliamo la discoteca»
Per la struttura chiusa da anni ci sono altri progetti. Ma un comitato si oppone: «E' il locale dove tanti sono cresciuti. Non deve diventare un albergo o una Rta, dobbiamo fare qualcosa»
PUNTA ALA. «Vogliamo la riapertura del Black Sun, è la nostra discoteca, dove in tanti sono cresciuti. Non deve diventare un albergo o una Rta, dobbiamo fare qualcosa». A Punta Ala (nel comune di Castiglione della Pescaia) è nato così un comitato a difesa del divertimento, che vuole “salvare” la piramide nera, il locale che per decenni è stato una delle discoteche per eccellenza della costa, a ridosso della spiaggia, aperta anche in inverno e luogo di sicuro divertimento per generazioni di adulti, ragazzi e adolescenti. A dire la verità il Black Sun è chiuso da quasi un decennio. E ora la proprietà sembra intenzionata a cambiare tipologia all’edificio, inconfondibile lungo via della Dogana, il lungomare della frazione, conosciuta anche come la Perla della Maremma.
In un comunicato a firma di Maddalena Cei e Matilde Sophia Poli, referenti del comitato si legge: «Si vocifera che la struttura del Black Sun diventerà un albergo. E noi abbiamo lanciato una petizione su (http: //chng. it/WF6kWsnr) che ha già raggiunto in due giorni più di 500 firme (tra quelle raccolte in modo diretto e quelle sulla piattaforma di change. org)». Tra i firmatari ci sono anche tanti genitori «che apprezzerebbero molto l’idea», scrivono le due referenti. Il comitato sta lavorando anche per un incontro con il sindaco Giancarlo Farnetani e con gli imprenditori coinvolti, ma il tempo scarseggia. Secondo quanto riferiscono i promotori della petizione, una decisione sarà presa a quanto pare entro il 10 settembre.
Il comitato è disponibile a discutere del progetto. Insomma, a sedersi attorno a quello che politica chiama “un tavolo di concertazione”. Queste sono le sue ragioni: «La meravigliosa piramide di vetro nella quale tutti vorremmo ritornare a ballare rischia di essere trasformata in un comune, misero albergo», scrivono. Per la cronaca, potrebbe diventare anche una Rta. Quindi, rivolte ai potenziali firmatari, «abbiamo bisogno di te – aggiungono – per impedire che ciò accada». Qual è dunque la controproposta? Secondo il comitato «serve un luogo di aggregazione per i giovani di Punta Ala, un posto in cui divertirsi, che non ci costringa a guidare su strade buie e pericolose per cercare un posto in cui ballare, in cui stare insieme senza disperderci, vagando senza una meta nella ricerca di qualcosa da fare. Se sei un genitore, questo messaggio è rivolto a te: per avere un luogo di divertimento controllato e vicino in cui mandare i tuoi figli senza dover aspettare sveglio il loro ritorno da qualche discoteca nei dintorni, magari a Castiglione o a Follonica».
Ne gioverebbe anche il sonno di chi abita a Punta Ala «e non riesce ad addormentarti per gli schiamazzi, la musica e i motorini che girano fino al mattino – aggiunge il comitato – Bisogna ricordarci che un posto in cui ballare terrebbe occupati i ragazzi lontani dai luoghi residenziali, che possa permettere di rilanciare Punta Ala anche da un punto di vista economico, schivando il rischio di un appiattimento generale dovuto alla mancanza di un vero club. Chiunque abbia a cuore Punta Ala ha a cuore il Black Sun: non possiamo permettere che insieme al vetro del Black Sun si infrangano anche i nostri sogni, il desiderio di ballare davanti al nostro mare e a due passi dalla nostra spiaggia, l’energia capace di muovere e mantenere giovane Punta Ala e di impedire che lentamente si spenga». Albergo, Rta o nuovo luogo di aggregazione che sia, comunque andrà la discoteca rischia di sparire per sempre. «Non ho commenti da fare su quello che sta avvenendo per il Black Sun – dice Danilo Ceccarelli, ora patron del Cala Felice, che gestiva il Black Sun prima che chiudesse – So che i proprietari hanno idee diverse. Vediamo cosa succede, ma al momento io non so altro».
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