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La foresta che cura: convegno sui benefici al tempo del Covid

Domani alla Cascata d’Acqua Alto incontro di Asl e Cai sulle proprietà dei boschi  Il sindaco Marini: «Potrebbe aprire nuove prospettive per la nostra montagna»

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arcidosso. Che il contatto con la natura sia un toccasana non è una novità. Ma quanto influisce sul benessere delle persone l’immersione di una foresta? E in che modo. La risposta arriverà domani in un posto che di foreste è ben ricco: il monte Amiata.

Alla Cascata d’Acqua Alto, in località Le Piane ad Arcidosso, domani a partire dalle 17,30 si tiene l’incontro “Terapia forestale, il bosco che cura”, organizzato dal Cai e Cnr in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Gli effetti benefici sulla salute che derivano dall’esposizione agli ambienti forestali sono noti da decenni, tanto che in alcuni paesi la terapia forestale ha un ruolo riconosciuto nella prevenzione medica, con risultati in termini psico-fisiologici confermati da una crescente produzione scientifica. La terapia forestale si inscrive oggi a pieno titolo tra i tanti e preziosi servizi ecosistemici offerti dalle foreste, che saranno affrontati durante l’incontro.

L’immersione in foresta produce effetti diretti e misurabili con un’azione ad ampio spettro che investe la sfera psicologica, neurologica, cardiocircolatoria e immunitaria. I tanti stimoli presenti nella foresta agiscono in modo sinergico, e sono mediati da tutti i sensi umani – dalla vista all’udito, dal tatto al gusto e all’olfatto. Immergersi nella foresta diventa quindi un bagno di salute, inavvertitamente permeati di sostanze emesse dalle piante e dal sottobosco, biologicamente attive sul cervello, sul fisico e sullo spirito.

Il tema diventa ancor più attuale rispetto alla pandemia da Covid-19 visto che è stato recentemente proposto un ulteriore ruolo attivo e benefico delle foreste nel contenimento della diffusione dell’infezione e soprattutto della relativa letalità. In particolare questi effetti rimanderebbero all’emissione in atmosfera da parte delle piante e del suolo forestale, e conseguente inalazione, di certi composti organici volatili biogenici (Bvoc), in particolare alcuni terpeni con attività antiossidanti, antinfiammatorie, immunomodulanti e benefiche sul piano psicologico e cognitivo. Le proprietà di questi composti contribuiscono in modo decisivo alla funzionalità della terapia forestale.

Interverranno la dottoressa Alessandra Signorini del dipartimento Oncologico Usl Toscana sud est e il dottor Massimo Vegni, direttore della Scuola regionale di escursionismo Toscana del Club Alpino Italiano.

«Non tutte le foreste e boschi apportano gli stessi benefici – dice Vegni – dipende molto dalla varietà arboree presenti. L’Amiata rappresenta uno dei luoghi ideali dove sviluppare questa disciplina poiché è stato dimostrato come i faggi siano tra gli alberi più salutari per questo tipo di terapia».

«I temi affrontati in questo incontro potrebbero aprire nuove prospettive per la nostra montagna – dice il sindaco Jacopo Marini – e mettere la basi per quella ripresa verde tanto auspicata che superi la logica del turismo di massa, che non ci appartiene, puntando sempre più, invece, anche sul quel turismo della salute che proprio in questo momento storico diventa trainante per un nuovo stile di vita».

Tutti sono invitati a partecipare. Ingresso libero.

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