Il Tirreno

Grosseto

disagi al Pronto soccorso 

La Cgil denuncia «Manca personale» Nursing up pronto a fare sciopero

La Cgil denuncia «Manca personale» Nursing up pronto a fare sciopero

Sindacati all’attacco dopo la replica del direttore generale «Anche le Medicine e i reparti Covid sono in sofferenza»

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grosseto. «Turni massacranti, rientri continui, doppie notti, riposi saltati», secondo Nursing up. Ma anche «pazienti che per ore sostano sulle barelle» e «mancanza di addetti all’assistenza», nel racconto dello Cgil Spi. È a tinte fosche la descrizione che i tre sindacati fanno del pronto soccorso di Grosseto, al centro di polemiche dopo la segnalazione – attraverso Il Tirreno – di un utente che, accompagnata la moglie per un’urgenza, ha lamentato carenza di assistenza. Tanto che Nursing Up minaccia lo stato di agitazione di tutto il personale se l’Asl non assumerà presto ulteriori infermieri e personale di supporto.

All’indomani della segnalazione dell’utente, la direzione dell’Asl aveva subito precisato che alcuni aspetti come la compresenza di più pazienti in una stessa sala è cosa normale al pronto soccorso, soprattutto in casi di «iperafflusso», come è d’estate.

la denuncia della cgil

Il segretario dello Spi Cgil, Lorenzo Centenari, aveva quindi scritto una lettera aperta al direttore generale dell’Asl Antonio D’Urso e alla consigliera regionale Donatella Spadi (Pd) in cui parlava di un «contesto difficile» in primis per il personale del pronto soccorso, con il «rischio di disumanizzare le cure», a cui D’Urso ha poi risposto ieri, invitando Centenari «a verificare quello che dice». La fitta corrispondenza non si è esaurita qui.

Oggi Centenari replica di nuovo a D’Urso, specificando di non avere nulla contro il personale ma, anzi, di imputare i disservizi proprio alla sua carenza. Col risultato che chi è in servizio per primo sconta i disagi. «Purtroppo il problema rimane – dice Centenari – e sarebbe miope continuare a ignorarlo, oltretutto con l’espediente di difendere il personale del pronto soccorso che non ho accusato. E del quale per la maggior parte riconosciamo la dedizione. Come ho detto, e sosteniamo da tempo, i disservizi al pronto soccorso nei confronti di pazienti che per ore sostano sulle barelle, non sono certo il frutto della cattiva disposizione del personale. Ma della mancanza di addetti all’assistenza, specie in estate quando c’è un aumento esponenziale degli accessi che mette in difficoltà il personale, dei deficit nell’organizzazione del lavoro e della penuria dei posti letto al Misercordia. Per cui il pronto soccorso diventa un grande “parcheggio” dove, in alcuni frangenti, le persone vivono per lunghe giornate, spesso in attesa di una collocazione. Il problema dell’attenzione alla presa in carico dei bisogni non sanitari è la conseguenza logica di questa disorganizzazione, non la causa».

Poi una puntualizzazione: «Lo Spi e il sottoscritto sanno di cosa parlano – dice Centenari – a seguito di molte segnalazioni che abbiamo ricevuto, e non c’è alcuna difficoltà a incontrarsi con la direzione del presidio ospedaliero per entrare nel merito insieme alla Cgil e alla Funzione pubblica». Lo stesso D’Urso aveva proposto un incontro.

Nursing up in trincea

Dal canto suo la segreteria territoriale del sindacato Nursing Up rincara a dose. «Come se non bastasse – dice – capita spesso che se manca un collega ci si deve arrangiare con quelli che sono in turno perché non viene sostituito. Troppo spesso l’impossibilità di garantire una adeguata risposta alle richieste di chi sta male e ha bisogno, sfociano in momenti di acredine e di tensione tra operatori e utenza ma la direzione aziendale sembra non curarsene quasi fosse un male ineluttabile. E la situazione è in continuo e costante peggioramento. Criticità su criticità che stanno di fatto mettendo il sistema in ginocchio, con serio rischio non solo per la qualità delle prestazioni erogate ma anche e soprattutto per la sicurezza dei lavoratori e dell’utenza. E in questa situazione, le statistiche lo confermano, il rischio che si possa anche realizzare qualche evento avverso è sempre meno improbabile».

Una realtà che Nursing Up ritiene essere non solo del pronto soccorso, «ma anche delle Medicine, dei setting Covid e più o meno di tutti i reparti e servizi e non è certo migliore la situazione in tutto il resto della provincia». Ferie e utenti in più per l’arrivo dei turisti non fanno che aumentare il problema «ma l’Azienda ha fatto finta di non ricordarsene e incredibilmente il personale non è stato aumentato e adeguato al fine di poter affrontare con un minimo di tranquillità una situazione che era non solo prevedibile, ma assolutamente certa», dice il sindacato. Da qui l’avvertimento: nuove assunzioni o sarà sciopero.

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