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Di Fiore si presenta È il candidato sindaco di Potere al Popolo

Di Fiore si presenta È il candidato sindaco di Potere al Popolo

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GROSSETO. Non ha intenzione di sostenere in alcun modo il Partito democratico. «Siamo aperti a qualsiasi tipo di dialogo – dice –, a patto che si tratti di una forza alternativa al Pd. Altrimenti siamo pronti a correre da soli, come facciamo già in altre città, come Milano e Torino».

Matteo Di Fiore, 26 anni, laureato in economia e lavoratore precario. È lui il candidato sindaco di Potere al Popolo. Si è presentato alla città ieri mattina, in piazza Duomo, e ha subito precisato che «la nostra lista dei candidati deve ancora essere definita, la presenteremo ufficialmente nei prossimi giorni. Di sicuro, sarà composta da persone giovani e meno giovani, tutte con la voglia di dare una svolta a Grosseto». Cambiare sì, ma in che modo? «Innanzi tutto – dice Di Fiore – abbattendo il sistema della privatizzazione dei servizi. Il nostro modello è quello di una città pubblica».

Il ventaglio di attori, in vista delle elezioni amministrative dei prossimi 3 e 4 ottobre, si arricchisce di un altro candidato. «Le tariffe del servizio rifiuti - aggiunge Di Fiore -, a Grosseto sono tra le più alte d’Italia».

Di Fiore afferma di voler accogliere il voto di quelle persone indecise, che non si riconoscono nei cosiddetti grandi partiti e che hanno «voglia di cambiare. Di vedere una città nuova, in cui la collettività è al centro dell’attenzione dell’amministrazione, e i privilegi non sono raccolti soltanto nelle mani di pochi».

Di Fiore, poi, affronta anche la questione vaccini. «Mi sono vaccinato con doppia dose, e ho lavorato anche all’interno di un centro vaccinale. Non siamo contrari alla difesa dal virus, ma crediamo che il sistema attuale sia improntato per il guadagno di pochi, e questo non ci piace». E quando si descrive, Di Fiore parla così: «Ho fatto qualsiasi tipo di lavoro, anche nel settore turistico. La mia storia è quella di tanti ragazzi della mia età, che non riescono a inquadrarsi in una professione precisa e vagano alla ricerca di una strada lavorativa che possa garantire loro stabilità e un futuro dignitoso. Ho scelto di gettarmi in questa avventura politica perché credo nella voglia di Grosseto di voltare pagina».

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