Il Tirreno

Grosseto

scansanl’evento 

Scansano com’era In mostra gli acquerelli dell’artista Dino Petri

Lina Senserini
Scansano com’era In mostra gli acquerelli dell’artista Dino Petri

2 MINUTI DI LETTURA





Lina Senserini

Scansano. C’è lo spazzino che porta via l’immondizia, le donne che fanno il bucato nella conca o che portano il pane al forno. C’è la vita come era a Scansano, e in qualunque altro paese dell’entroterra maremmano nella prima metà del Novecento, nei bozzetti del pittore Dino Petri, riprodotti su grandi pannelli di un metro per un metro e mezzo, da domani appesi ai muri delle case che si affacciano lungo la via principale del centro storico di Scansano, dove rimarranno per le prossime settimane.

Un omaggio che l’artista ha voluto fare al suo paese, dove è nato nel 1932 e che ha lasciato a 31 anni per trasferirsi per lavoro a Massa Marittima, dove tuttora vive. Ma il cuore è rimasto sempre legato a quelle colline, a quei vigneti, a quelle forme morbide e rotonde che ricordano i fianchi opulenti di una donna, che dal paese si vedono a perdita d’occhio, in qualunque direzione si guardi.

E infatti è stato proprio Dino Petri a disegnare la prima e più conosciuta etichetta del Morellino di Scansano, il vignaiolo che svuota l’uva dal bigoncio al tino, tratta da una sua acquaforte. Una tra le tante opere che ha dedicato nel corso della sua lunga vita artistica alla Maremma, alla sua storia, alle sue bellezze.

«I pannelli riproducono una serie di acquarelli che ho dipinto negli ultimi 15 anni e che ho voluto dedicare al mio paese di origine – spiega Petri – attingendo ai miei ricordi di bambino e di ragazzo, fino almeno alla prima metà del secolo scorso. C’è la raccolta dell’immondizia come avveniva allora, in una scena che ritrae anche i caldarrostaio e il venditore di semi, ci sono le donne che fanno il bucato, le massaie che portano il pane fatto in casa a cuocere nel forno pubblico, c’è il materassaio ma anche i contadini che tagliano i sottili fili di ginestra allora usati per legare le viti. Poi la bagnatura delle botti, che a Scansano veniva fatta a fine agosto per prepararle ad accogliere il vino, c’è il somaro che porta l’acqua con le barlette, le piccole botticelle di legno appoggiate sui fianchi. Mestieri perduti e scene di vita che finiranno per essere dimenticate e che per questo ho voluto fermare sulla tela», aggiunge Petri, che nel 2018 ha esposto le sue opere dedicate questa volta alla millenaria storia mineraria delle Colline metallifere, nel Palazzo della Regione a Firenze.

Contestualmente all’esposizione dei pannelli, domani si inaugura anche una mostra di quadri a olio, nella Galleria del dentro, sempre nel centro storico di Scansano, con 20 opere che Petri ha dedicato al paesaggio maremmano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca