Il Tirreno

Grosseto

Serve il certificato? Niente concerto

Giovanna Mezzana
Serve il certificato? Niente concerto

Era organizzato negli spazi delle Clarisse dal direttore dell’associazione Scriabin, Antonio Di Cristofano: scoppia la polemica 

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È stato annullato il piano recital della giovanissima Monica Zhang in programma per questa sera, alle 21, 30 alla Chiesa dei Bigi del Polo culturale Le Clarisse, per la rassegna Scriabin Concert Series. La decisione, che riguarda anche gli ulteriori appuntamenti in cartellone, è stata presa e poi comunicata dal direttore artistico dell’associazione musicale Scriabin, Antonio Di Cristofano. Ed è polemica.

la dichiarazione

«In seguito all’istituzione del lasciapassare (il certificato verde con cui si documenta di essersi sottoposti almeno a una dose di vaccino anti-Covid, ndr) anche per gli spettacoli sia all’aperto che al chiuso – comunica Di Cristofano – la direzione artistica ha deciso di cancellare questa serie di concerti fino al ripristino di una “certa” normalità, almeno quella che era in vigore fino al 5 agosto» (l’obbligo di green pass è entrato in vigore il 6 agosto); e seguono le scuse per il pubblico e i giovani esecutori.

le reazioni

L’informazione di servizio è stata pubblicata sulla pagina Facebook di Fondazione Grosseto cultura, che gestisce il Polo culturale Le Clarisse, e i commenti sono stati numerosi: e per lo più critici. Non solo. «Per chi scrive dunque – interviene con una nota il Movimento Cinque Stelle e il riferimento è alla dichiarazione di Di Cristofano – il problema è la certificazione sanitaria. Peccato che sia stata ideata per favorire un ritorno alla vita pre Covid. Non si comprende se sia una scelta pratica, dunque l’ammissione dell’incapacità degli organizzatori di gestire l’evento rispettando le norme, oppure se sia una scelta politica che mira a fare da megafono a certi ambienti contrari al lasciapassare». «L’auspicio – conclude il M5s – è che all’interno di Fondazione Grosseto cultura qualcuno si faccia sentire». Interviene, sempre con una nota, il candidato sindaco alle prossime elezioni di Grosseto Leonardo Culicchi: «Non comprendo a quale normalità si riferisca il direttore artistico – dice Culicchi – visto che alcune misure relative alla pandemia, garantiscono la presenza a concerti e spettacoli. Anzi, il documento digitale è stato creato appositamente»; Culicchi parla di «approssimazione con la quale certi eventi vengono programmati e poi cancellati per gravi carenze organizzative» e aggiunge: «Sorge il dubbio che oltre all’impreparazione, qualcuno dell’organizzazione non sia in regola con il green pass». Alla luce della polemica, il Tirreno ha contattato il presidente di Fondazione Grosseto Cultura Giovanni Tombari.

qui il presidente

«Vorrei specificare – dice Tombari – che non ci sono soldi pubblici di mezzo. Noi mettiamo a disposizione solo il luogo: è il direttore dell’associazione Scriabin, Di Cristofano, che si è fatto carico di pagare il pianoforte e anche gli artisti, ed è sua la decisione. Se un privato annulla un evento, ci spiace ma non possiamo farci nulla. Noi con i musei e la tre giorni di Pistoletto andiamo avanti, seguendo le nuove regole in vigore».

la risposta

Ed ecco il punto di vista di Di Cristofano: «Ho pagato io il pianoforte per 12mila euro e pago io i giovani musicisti – dettaglia – La Chiesa dei Bigi offre 60 posti, ridotti per le normative anti-contagio a 28-30. Con l’entrata in vigore del green pass, i fruitori si sono ulteriormente ristretti, tant’è che ho avuto alcune disdette». Di Cristofano ha fatto dunque due conti: «In sostanza ad ogni concerto avrei perso 300 euro e non solo: per il piano recital di domani sera (questa sera, per chi legge, ndr) avrei fatto venire la giovane musicista e i genitori (ha 15 anni) da Milano per un pubblico di 15 spettatori. Questi sono i motivi della messa in standby: dispiace, piuttosto, che qualcuno “la butti in politica”». «È vero – aggiunge Di Cristofano – che il green pass non mi convince: o meglio, non mi convince il fatto che io debba stare all’ingresso a chiedere il QR code; oltre a rimetterci economicamente, corro il rischio anche di una denuncia per violazione della privacy? ». «Se ho comunicato la decisione oggi (ieri, per chi legge) – precisa ancora – è perché attendevo il consiglio dei ministri di ieri sera (ieri l’altra sera, ndr)» «Devo dire poi – aggiunge – che chi critica in effetti non l’ho mai visto a un concerto». E per chi volesse saperlo: «Io sono a Vienna – conclude – come avrei mai potuto arrivarci» senza il green pass?



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