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Perseguita per mesi una commessa: arrestato

Giovanna Mezzana
Perseguita per mesi una commessa: arrestato

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Giovanna Mezzana

albinia. Anche la detenzione domiciliare non gli ha impedito di tormentare una giovane donna con continui tentativi di approccio: alla fine, ieri, è stato arrestato.

Un uomo di 54 anni ha perseguitato per mesi una commessa: «Bambolina, perché non mi sorridi? », le diceva. E poi si piazzava davanti al negozio in cui lei lavorava, fissandola attraverso le vetrine e cercando di attirare in tutti i modi la sua attenzione. In più di un’occasione, forse sotto l’effetto di alcol, l’aveva anche minacciata tant’è che alla fine – a tutela della dipendente ma anche dei colleghi e dei clienti – il responsabile del punto vendita aveva chiesto l’intervento dei carabinieri. Era la fine di maggio e all’esito di indagini, i militari di Fonteblanda avevano arrestato l’uomo, dando seguito a un’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Grosseto perché per mesi aveva molestato la commessa.

Oggi si scopre che quell’uomo ha continuato a tormentare la giovane donna pur essendo costretto alla detenzione domiciliare. Ieri è stato arrestato dai carabinieri di Albinia su ordine di carcerazione del Tribunale di Firenze.

I militari nell’ultimo periodo hanno documentato le reiterate violazioni da parte dell’uomo alle prescrizioni: in sostanza, non ha mai smesso di importunare la giovane. Ora è in carcere dove dovrà scontare il resto della pena, in attesa della definizione degli ulteriori procedimenti penali avviati nel frattempo a suo carico.

A maggio, quando i carabinieri erano intervenuti, erano emerse tutte le modalità con cui il 54enne per mesi aveva continuato a tormentare la giovane: nonostante fosse chiaro che lei non aveva alcuna intenzione di conoscerlo o di entrare in confidenza con lui. Aveva iniziato a salutarla e a fissarla dall’esterno del negozio con assiduità e insistenza, tanto da suscitare i suoi timori. Per mesi l’ha approcciata fuori dal negozio pretendendo le sue attenzioni, fino a impedirle di andare via con l’auto mettendosi di traverso. Non solo: in più occasioni – probabilmente sotto l’effetto di alcol – l’ha ricoperta di insulti e minacce, arrivando finanche a danneggiare oggetti all’interno del negozio: le colleghe per esempio non dimenticano la volta in cui – avendo chiesto di lei e avendo saputo che non era al lavoro – aveva rotto la cassa del negozio a pugni.

Nella lunga serie di molestie non sono mancate neppure le minacce di morte. Diversi sono stati gli episodi in cui i carabinieri sono dovuti intervenire: sia lei che le colleghe sono state più volte costrette a contattare il 112: a carico dell’uomo c’è una lunga serie di precedenti. Ossessionata dall’uomo – la commessa non usciva più di casa da sola ed era stata costretta a modificare, con la collaborazione del datore di lavoro, i suoi turni con l’obiettivo di non restare mai da sola per l’orario di chiusura dell’esercizio.

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