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Ricoveri Covid: su undici pazienti nove non hanno fatto il vaccino
Dati dell’Asl sulla situazione al Misericordia: i degenti senza “scudo” non avevano altre patologie
Lina Senserini
Grosseto. Su undici pazienti colpiti da Covid ricoverati all’ospedale Misericordia di Grosseto, nove non sono vaccinati.
I ricoverati sono divisi tra area medica – che ospitava, fino a ieri pomeriggio, dieci pazienti – e che comprende malattie infettive e pneumologia, e terapia intensiva, dove è ricoverata una donna di 62 anni.
Nel tardo pomeriggio di ieri, poi, si sono aggiunti altri due pazienti in area medica.
Quello che fa riflettere, oltre ai numeri che non accennano a calare, è che di undici pazienti nove non sono vaccinati. Gli altri, invece, avevano già altre gravi patologie che li hanno resi più facilmente aggredibili dall’infezione.
E un altro dato che deve far riflettere, per contro, è che i nove pazienti Covid non vaccinati non avevano particolari problemi di salute prima che il coronavirus li costringesse al ricovero.
Senza entrare nelle motivazioni per le quali alcuni scelgono di non vaccinarsi – alcuni non possono per problemi di salute come le allergie che sconsigliano la somministrazione di uno qualunque dei farmaci a disposizione – resta il fatto che il vaccino e le buone pratiche igieniche sono l’unica arma che potrà sconfiggere il virus e impedire che si riproduca in infinite forme sempre più aggressive, come la Delta, ormai prevalente in tutta Europa.
L’età media si abbassa
Si torna a morire dopo settimane senza decessi per Covid, aumentano i ricoveri e i positivi, mentre l’età media si è abbassata, altro dato che preoccupa i medici.
«In malattie infettive la media è 56 anni – spiega il direttore dell’ospedale Misericordia e della rete ospedaliera aziendale, Massimo Forti – mentre nei ricoveri di pneumologia sale, come è naturale per le patologie polmonari croniche. Questo vuol dire che il virus è sempre più diffuso nelle fasce più giovani e che si sviluppa, anche in quel caso, con complicanze che richiedono il ricovero».
Sicuramente, spiega ancora Forti, «dipende anche dal fatto che gli anziani sono già stati pressoché tutti vaccinati, ma indubbiamente anche aver allentato limiti e attenzione fa la sua parte».
E questo va tenuto bene in considerazione.
«Resta da aggiungere – dice Forti – che chi si vaccina e contrae ugualmente il virus, se viene ricoverato, ha un decorso più rapido della malattia e una degenza più breve. Tutto questo significa solo una cosa: bisogna vaccinarsi e farlo il prima possibile. E una volta immunizzati, continuare a osservare le regole igieniche con cui stiamo convivendo da un anno e mezzo». Quindi portare la mascherina, lavarsi spesso le mani o usare il gel disinfettante, rispettare la distanza di un metro.
il bollettino
Intanto ieri si sono registrati 23 nuovi casi di Covid in provincia di Grosseto, con un numero inferiore di tamponi rispetto al giorno precedente (396 tamponi ieri, 445 mercoledì), confermando così il trend in costate ascesa da sabato.
Salgono a 403 i positivi in carico all’Asl in provincia di Grosseto, dei quali 383 a domicilio.
Per quanto riguarda la diffusione sul territorio, balzano agli occhi i quattro nuovi casi di Scarlino (era uno mercoledì), mentre 13 sono i casi a Grosseto, due a Roccastrada, uno a Castiglione della Pescaia, Gavorrano, Manciano e Monte Argentario. In quarantena ci sono 430 persone.
Ieri, l’Asl ha diffuso anche il report delle varianti individuate negli ultimi tre giorni.
In Maremma sono otto e tutte Delta, mentre 24 sono i tamponi ancora in fase di sequenziamento. —
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