Gioco
Oltre 200 cattedre vacanti in provincia e centinaia di insegnanti precari in attesa
Anche quest’anno, a 40 giorni dall’inizio delle lezioni, il reclutamento dei docenti rischia di provocare disagi e ricorsi
Grosseto. Sono 214 le cattedre vacanti dopo le immissioni in ruolo nei giorni scorsi di 158 insegnanti, nelle 32 scuole della provincia di Grosseto, dall’infanzia al superiore. Cattedre che dovranno essere assegnate con le famigerate Gps, graduatorie provinciali per le supplenze, croce e delizia di tutti i precari che ogni anno rischiano di essere sballottati da una parte all’altra della provincia. Con grave disagio per loro e altrettanto grave danno per i ragazzi, che ogni anno cambiano insegnate in barba alla tanto sbandierata continuità didattica.
E questi sono i numeri del cosiddetto “organico di diritto”, cioè le cattedre vacanti e disponibili alla scadenza del contratto di supplenza annuale al 31 agosto.
Dal conteggio manca del tutto l’organico di fatto, ovvero le cattedre coperte con il contratto al 30 giugno, che sono un numero molto più elevato.
Tanto per dare la dimensione della differenza, se i posti di sostegno da assegnare con l’organico di diritto sono 37, con quello di fatto sfiorano le 400.
Se poi, a complicare le cose ci si mette anche il ministero dell’Istruzione che ha imposto un unico sistema telematico di reclutamento, escludendo le operazioni in presenza, la situazione si complica ancora di più, per il rischio di ricorsi che l’anno scorso ha costretto a rifare da capo le procedure in quasi tutte le province toscane, arrivando ad assegnare definitivamente le cattedre a febbraio.
L’allarme arriva ancora una volta dalla Federazioni lavoratori della conoscenza della Cgil, tra le promotrici nel 2020 del sistema di reclutamento in presenza che ha evitato a Grosseto lo stillicidio di ricorsi.
«Il ministro Patrizio Bianchi ha dichiarato che entro il 31 agosto verranno fatte le nomine – spiega il segretario provinciale della Flc-Cgil, Cristoforo Russo – ma come? Nessuno sa come funziona la piattaforma telematica, la procedura è stata più volte rimandata e ancora non c’è una data certa. Inoltre, gli insegnanti chiamati per l’assegnazione, non avranno la possibilità di scegliere o di esprimere una preferenza, poiché il ministero fa presentare le domande ai docenti prima che siano pubblicate le cattedre disponibili. Dunque i lavoratori saranno costretti a inserire le proprie preferenze al buio, senza poter fare una scelta consapevole tra graduatorie e tipologie di posti differenti, in relazione al proprio punteggio e alle sedi disponibili. La data del 31 agosto per concludere le nomine – tuona Russo – è un partito preso che rischia di calpestare i diritti di chi lavora a scuola. Loro sono confusi e noi siamo preoccupati. Insieme agli altri sindacati stiamo facendo un pressing continuo affinché le nomine da Gps siano fatte in trasparenza, chiarezza e sicurezza».
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